Vietato dar da mangiare al delfino di Porto Vecchio FOTO - VIDEO

Emessa un'ordinanza dal parte del Comune di San Giorgio

SAN GIORGIO DI NOGARO.

Il Comune di San Giorgio di Nogaro emette un'ordinanza  urgente a tutela dell'incolumità del giovane delfino “Villeneve” (ma anche di quella pubblica) che da martedì staziona sul fiume Corno dove pare aver trovato un'area a lui congeniale.

L'ordinanza vieta la sosta o l'intrattenimento a piedi o con veicoli lungo le sponde del fiume Corno e nei ponti che lo attraversano; vieta di gettare nelle acque del Corno qualsiasi genere alimentare e, infine, ne vieta la navigazione, nonché l'immersione, in acqua lungo il fiume, in prossimità del ponte di Villanova e comunque nell'area in cui viene a trovarsi il delfino. E' inoltre operativo un presidio da parte di tutti i soggetti coinvolti nel salvataggio del cetaceo, al fine di continuarne il monitoraggio.

La riunione di coordinamento tenutasi ieri nel municipio a San Giorgio, è stata promossa dal comandante della Capitaneria di Porto, Luigi Spalluto, e dal sindaco, Pietro Del Frate, presente anche la Forestale regionale, la Polizia municipale dell'Unione della Bassa Friulana, la Protezione civile, i biologi della Riserva marina di Miramare, i biologi del Dipartimento di biomedicina comparata e alimentare dell'Università di Padova, e i veterinari dell'Azienda sanitaria 5 Bassa friulana, per fare il punto della situazione e adire ad una gestione “corretta della problematica relativa alla permanenza nei canali interni e nell'ambito portuale del delfino”.

L'ordinanza emessa intende mettere il delfino in condizioni di ridiscendere il fiume e riportarsi nell'ambiente marino. Inoltre si intende evitare l'avvicinarsi delle persone poiché alcune malattie sono trasmissibili dall'uomo. Infine a causa dell'assembramento di persone lungo lee sponde e sul ponte, si generano situazioni di pericolo per l'incolumità pubblica in relazione anche all transito dei veicoli.

Intanto ieri, il giovane delfino di circa tre metri di lunghezza, si è spinto fino al porto Vecchio, salvo poi risalire tra guizzi e sbuffi, e andarsi a sistemare nelle anse più a monte del Corno dove si trovano tantissimi cefali, con i quali pasteggia.

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