Park, festa di ferragosto al presidio degli attivisti

Udine, appuntamento in piazza Primo maggio. Il Comitato: «Superate le 800 firme». Italia Nostra: «Ora finalmente i cittadini stanno dicendo la loro sull’opera»

UDINE. Non faranno festa nemmeno domani, a Ferragosto. Anzi, visto che non intendono lasciare sguarnito il presidio, la festa la faranno lì. «Per quelli che saranno in città l’invito è per giovedì 15 agosto quando a partire dalle 19 ci sarà un buffet a offerta libera e si ascolterà un po’ di musica», annuncia Gaia Baracetti, una delle anime della protesta contro l’avvio dei lavori per il parcheggio interrato di piazza Primo maggio. E aggiunge: «Meglio se vi portate un bicchiere da casa così da produrre meno rifiuti possibili».

Attorno a lei, gli attivisti del Comitato Zardin Grand che continuano ad alternarsi al gazebo, dalle nove di mattina alle undici di sera, per raccogliere le offerte e fare firmare la petizione contro l’opera da 11 milioni euro. «Nonostante la città si sia svuotata per le ferie, siamo riusciti a raccogliere ben ottocento firme», annuncia ancora Gaia Baracetti. Che denuncia: «Gli unici a non farsi vedere al gazebo per ora sono stati i rappresentanti della maggioranza del Comune, mostrando così un completo disinteresse per il malcontento dimostrato da un grande numero di cittadini».

Anche l’associazione Italia Nostra, tramite la presidente Michela Cafazzo, ha fatto arrivare la sua solidarietà agli attivisti: «Ci fa piacere: finalmente i cittadini prendono in mano la situazione su un’opera contro cui noi ci battiamo ormai da tempo», sottolinea la presidente. E aggiunge: «Abbiamo segnalato ai nostri soci il presidio in modo che possano partecipare come singoli cittadini alla protesta». Come associazione, invece, Italia Nostra intende continuare le sue verifiche sul progetto approvato dalla Soprintendenza.

Una possibile irregolarità, intanto, è stata segnalata dai membri del Comitato Zardin Grand. Che già tre giorni fa hanno inviato un fax all’Ufficio servizio edilizia privata, al protocollo del Comune e alla Prefettura per denunciare un presunto abuso edilizio: «Nell’area del cantiere mancano i cartelli informativi sull’opera e su chi dovrebbe eseguire i lavori», ribadisce Gianmarco Romano, sottolineando come non sia arrivata una risposta ufficiale sulla questione.

Nell’attesa l’appuntamento resta per domani. «La festa è aperta a tutti: servirà ad unire le forze e a coinvolgerne di nuove», spiega lo stesso Romano. Ricordando anche l’assemblea pubblica fissata per domenica sera, alle 20.30, alla vigilia dell’inizio dei lavori. Il giorno dopo, lunedì 19, è previsto gli operai della ditta Vidoni cominceranno l’opera. E gli attivisti intendono esserci già di prima mattina per manifestare ancora una volta il loro dissenso.

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