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Fronte comune per Ideal Standard FOTO

Patto fra tutte le Rsu a tutela dell’occupazione in provincia Da Electrolux ai chimici, dal legno all’edilizia, Rsu compatte

2 minuti di lettura

PORDENONE. Dai metalmeccanici ai chimici, dalla scuola alla sanità, dal pubblico impiego all’edilizia, dall’agricoltura al commercio, al legno, tutti insieme per difendere l’economia del territorio.

Parte da Ideal Standard, all’interno di una polverosa saletta che ospita le Rsu di Orcenico e quelle dei metalmeccanici dell’Electrolux, di Fim Fiom e Uilm, quella che è un’iniziativa di respiro provinciale e intercategoriale che ha l’obiettivo di “suonare la sveglia” alla politica e alle istituzioni, ma anche alla gente, ai cittadini che vivono sulla propria pelle la crisi, e a quelli che ancora non ne sono stati toccati, di fronte ad un rischio - palpabile - di declino economico.

L’incontro di ieri tra Rsu si è concluso con iniziative precise: l’invio di una lettera ai segretari provinciali di Cgil Cisl e Uil affinchè coinvolgano tutte le Rsu dei vari settori sul tema per iniziare una battaglia comune. E c’è anche la data per una prima manifestazione: quella dell’11 settembre quando, in concomitanza con l’incontro a Roma per la vertenza Ideal Standard, a Orcenico ci saranno delegati di tutti i settori e di tutte le categorie che organizzeranno un presidio con volantinaggio e azioni di rallentamento del traffico sulla Pontebbana.

«Dobbiamo fare fronte comune - ha esortato Giuseppe Pascale, Filtcem - per respingere i tagli che le multinazionali vogliono operare per sistemare i loro conti e investire dove più conviene».

«L’iniziativa di oggi, questo incontro tra Rsu di Ideal Standard ed Electrolux - ha aggiunto Roberto Zaami, Uilm - non è solo una attestazione di solidarietà, ma è la volontà di fare di più, di andare oltre, chiedendo al governo nazionale e regionale politiche industriali orientate al lavoro. Quel che i lavoratori potevano fare per migliorare la competitività, lo hanno fatto. Ora si agisca su altre voci del bilancio, dall’energia alle infrastrutture ai trasporti, per mantenere l’industria manifatturiera in questo Paese».

«Dobbiamo trovare tutti i mezzi per tenere acceso il lumino della speranza», ha aggiunti Gianni Piccinin, Fim, sapendo «che un pezzo alla volta qui si stanno “fumando” l’apparato industriale», ha proseguito Maurizio Marcon, Fiom, ricordando il dato: «in questo Paese un quarto dell’industria non c’è più».

Da qui la proposta «di mettere in campo un’iniziativa territoriale che coinvolga tutti i settori». E, perché no, anche un’iniziativa di sciopero. «L’11 settembre deve diventare una data in cui la vicenda Ideal Standard sia davvero centrale».

L’idea è diventata progetto senza nemmeno aver bisogno di essere votata, sostenuta anche dagli autonomi, presenti con Beppino Nosella, e dalle Rsu di Fim Fiom e Uilm dell’Electrolux di Porcia che, sia pure con meno urgenza, condividono con Orcenico i timori per il futuro. Ma non sarà un punto d’arrivo, «quella dell’11 settembre è solo la data d’inizio, un primo passo per difendere il nostro territorio».

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