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Electrolux: ecco il numero di esuberi per il trasloco nell'Est Europa

In Italia i lavoratori coinvolti sono 1.550, fra vecchio e nuovo piano. A Porcia nell'immediato pagano 46 tute blu e poco meno di 200 colletti bianchi

1 minuto di lettura

PORDENONE. Convocato alle 10,30 di fatto è finito nel pomeriggio il primo incontro ufficiale tra Electrolux Italia e le organizzazioni sindacali, a Mestre nella sede di Confindustria, dopo l'annuncio shock dell'avvio dell'investigazione sulle fabbriche di Porcia, Solaro, Susegana e Forlì.

Al tavolo i manager della multinazionale con i coordinatori nazionali di Fim Fiom e Uilm Michele Zanocco, Stefano Zoli e Gianluca Ficco, i segretari provinciali delle stesse organizzazioni, le Rsu di stabilimento.

L'incontro si è aperto con l'illustrazione, da parte dell'azienda, dei dati economici che hanno condotto Electrolux a definire la necessità di un'investigazione competitiva.

Il trasferimento delle produzioni in Polonia e in Ungheria ha determinato costi immediati in termini di nuovi esuberi, dettagliati in questi termini: 261 fra gli operai, di cui 46 a Porcia per la delocalizzazione della linea Prometeo di lavatrici in Polonia, 140 a Susegana e 75 a Solaro.

E' stato anche confermato che la maggior parte dei 200 esuberi fra i colletti bianchi è a Porcia ed è un taglio, dice l'azienda, su cui non si tratta.

In precedenza la multinazionale aveva illustrato ai sindacati la differenziale sul costo del lavoro tra Est Europa e Italia: 24 euro l'ora (oneri sociali compresi) in Italia, meno di 10 in Polonia.

Fra vecchio e nuovo piano, in definitiva, gli esuberi Electrolux in Italia sono 1.550. A spiegarlo, al termine del confronto a Mestre fra azienda e sindacati, sono stati il coordinatore della Fim Cisl, Michele Zanocco.

«Sono 1550 gli esuberi nel gruppo Electrolux in Italia - ha detto - I nuovi esuberi annunciati oggi sono 261 fra gli operai e 200 tra gli impiegati, nelle quattro fabbriche di Porcia, Susegana, Forlì e Solaro, gli altri per arrivare alla cifra di 1550 sono quelli ereditati dal precedente piano».

I dirigenti della multinazionale hanno confermato l’intenzione di non licenziare ma di voler usare, come da prassi aziendale, ammortizzatori e ricollocazione dei dipendenti all’esterno dei siti produttivi.

«I posti di lavoro saranno tagliati tra il 2015 ed il 2016 - precisa ancora Zanocco -. Nella sola fabbrica di Susegana l’organico sarà praticamente dimezzato: 499 saranno le unità lavorative da ridurre su un organico di 1000 dipendenti e ancora non sappiamo quanti dei 200 impiegati saranno tagliati a Susegana».

Lo stabilimento veneto, tuttavia, avrebbe commesse: il contratto di solidarietà, scattato a giugno, è continuato per poche settimane grazie all’arrivo di nuovi ordini e attualmente i lavoratori seguono l’orario normale.

I nuovi esuberi sono dovuti alla volontà di spostare in Ungheria oltre 150mila pezzi della produzione di un frigorifero. Già martedì sono i programma proteste dei lavoratori presso i 4 stabilimenti del gruppo..

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