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«A Udine sono 70 i massoni e a breve una terza loggia»

L’avvocato Umberto Busolini, presidente dei Maestri Venerabili del Grande Oriente, si racconta. E spiega funzioni e obiettivi delle logge friulane

5 minuti di lettura

UDINE. L’avvocato Umberto Busolini, 46 anni, libero professionista, è iscritto dal 1995 al Grande Oriente d’Italia - Palazzo Giustiniani. Ha ricoperto la carica di Maestro Venerabile della Loggia «La Nuova Vedetta» di Udine, dal 2010 e sino a fine ottobre scorso è stato presidente del collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Friuli Venezia Giulia del Grande Oriente d’Italia.

Cos’è la massoneria? E quali fini persegue?

«La massoneria è una grande scuola di umanità, un laboratorio di pensiero laico che opera per il dialogo e costruisce percorsi positivi nella società, attraverso cultura e cittadinanza attiva. È un racconto di vita. La Libera Muratoria, da quando è sorta, ha sempre operato in modo da sollecitare gli uomini al dialogo, al rispetto reciproco e quindi all’incontro. Siamo costruttori di umanità, sempre in cammino alla ricerca di senso. Ci troverete in prima fila lì dove c’è da combattere per la libertà e la giustizia».

Come si diventa massoni?

«La domanda può essere presentata ad un Maestro Libero Muratore del luogo in cui si risiede o tramite una richiesta da indirizzare al Grande Oriente d’Italia. Negli ultimi anni c’è stato un boom delle richieste via internet. È necessario accludere un breve curriculum vitae, evidenziando le motivazioni che muovono la richiesta, ma soprattutto è fatto espresso obbligo di presentare sia il certificato relativo ai carichi pendenti – che consente la conoscenza dei processi penali –, sia il casellario generale che attesta l’esistenza o no di condanne passate in giudicato».

C'è una selezione e quali sono i criteri?

«Non c’è una selezione, piuttosto una condizione preliminare indispensabile per chiedere l’iscrizione: il certificato relativo ai carichi pendenti e quello generale dev’essere immacolati, in caso contrario la domanda è respinta. Poi inizia l’iter di formazione. Una bella scoperta interiore che va dal silenzio dell’Apprendista alla saggezza dei Maestri. Oggi sono tantissimi i giovani e giovanissimi che bussano alle porte del Tempio. Più frequenteranno la nostra scuola di pensiero, più saranno cittadini onesti e uomini, pronti a lottare l’ignoranza e allargare gli spazi di dialogo».

Chi sono le persone ammesse? Quale parte della società è rappresentata?

«Chi si iscrive alla massoneria del Grande Oriente d’Italia proviene da qualunque ceto sociale senza distinzione alcuna di razza ovvero di credo religioso o politico. Sono uomini che vivono nella società e di essa fanno parte. Il tratto che accomuna ogni libero Muratore del Grande Oriente d’Italia è essere uomo del dubbio che investiga la conoscenza e lavora per il perfezionamento dello spirito ed il miglioramento dell’uomo. In Gran Loggia il nostro Gran Maestro li ha definiti “ribelli per la verità, operai della speranza”. Oggi la sfida dell’azione nasce da un credo di fondo: quello dell’umanesimo forte e solidale. Non a caso le colonne del nostro agire, sul pavimento sempre a scacchi bianco e nero della vita, sono cultura e istruzione, innovazione e ricerca».

Ci sono donne all'interno?

«Il Grande Oriente d’Italia come, peraltro, tutte le altre massonerie Regolari del Mondo si riconoscono nella stretta osservanza delle precise regole dettate nelle Costituzioni dal reverendo James Anderson nel 1723 e nel rispetto dei Landmarks, che indicano la linea di demarcazione al di là della quale si perde l’identità massonica. Queste non prevedono una massoneria mista. È bene dire che esiste una Massoneria Regolare costituita soltanto ed esclusivamente da donne. Non significa che il Grande Oriente d’Italia sia “maschilista” o peggio abbia preconcetti verso l’universo femminile. Anzi. Si pensi a tutte le battaglie civili che in Italia il Grande Oriente ha effettuato a fianco delle donne».

Quali sono i gradi della massoneria?

«La massoneria universale si manifesta nei primi tre gradi simbolici che costituiscono l’intero ordine, ovverosia: Apprendista Libero Muratore, Compagno d’Arte ed infine Maestro Libero Muratore. I primi tre gradi simbolici, esprimono l’idea che il perfezionamento iniziatico si compia raggiungendo il grado di Maestro».

Ci sono dei riti?

«Sì, ma l’unica via per accedere ai riti è per l’appunto iscriversi all’ordine e solamente quando uno diviene Maestro Libero Muratore potrà chiedere di essere ammesso in un corpo rituale. Nella circoscrizione del Friuli Venezia Giulia sono praticati il rito Scozzese Antico ed Accettato, il rito Simbolico Italiano, il rito Antico e Primitivo di Menphis e Misraim, infine, la Croce Rossa di Costantino».

Cos’è un rito?

«I riti sono momenti i cui i fratelli approfondiscono e sviluppano determinati argomenti».

Quanto costa essere associato?

«Circa 200 euro l’anno».

Un massone che obblighi ha?

«Il massone è tenuto ad osservare scrupolosamente la Carta Costituzionale dello Stato nel quale risiede o che lo ospita e le leggi che ad essa si ispirino. La massoneria non permette ad alcuno dei suoi membri di partecipare o anche semplicemente di sostenere od incoraggiare qualsiasi azione che possa turbare la pace e l’ordine liberamente e democraticamente costituito della società».

A Udine quanti sono i massoni e quante le logge?

«Settanta Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia e all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia operano a Udine due Logge «La Nuova Vedetta» e «Azzo Varisco». Entro due mesi saranno innalzate le Colonne di una terza Loggia, la «Philalethes». Gli Iscritti al Grande Oriente d’Italia attualmente superano il numero di 21.000. Il numero delle Logge può essere liberamente verificata con un click sul sito ufficiale www.grandeoriente.it -».

Massoneria nel pensiero comune è sinonimo di potere; di controllo della politica. Siete un partito trasversale...

«Questa è una leggenda metropolitana. Nessuna camera di compensazione può essere trovata nella nostra massoneria. Chi pensa questo, ha sbagliato porta a cui bussare non parliamo né di politica né di religione. La massoneria non è una religione parimenti non è mai stata né sarà mai movimento politico. Discutiamo sugli ideali di libertà, uguaglianza e tolleranza che da sempre la massoneria propugna. Il tempio è il luogo migliore di incontro affinché uomini liberi di ogni credo, censo e razza, con idee fra gli stessi non coincidenti possano scambiarsi nell’assoluto reciproco rispetto le proprie opinioni, i propri ideali, arricchendosi vicendevolmente da tali differenze. Perché nella massoneria non possono allignare il conformismo, il pensiero unico, il preconcetto, il dogma inteso in qualunque accezione, la prevaricazione di una idea rispetto ad un’altra. La massoneria del Grande Oriente è una massoneria di popolo, interprete delle istanze e delle sofferenze di ogni tempo dell’uomo».

Si può parlare, però, di una massoneria “buona” e  una "cattiva".

«Più propriamente si può parlare di massoneria deviata. È deviata di fatto ogni istituzione massonica che non pone attenzione alla formazione spirituale, alla crescita interiore dell’iniziato, ma che persegue scopi prettamente politici e affaristici, che si intromette occultamente ed illecitamente nel libero svolgimento della vita istituzionale e democratica. La P2, che noi condanniamo senza riserve o indugi di sorta, ne è stato un esempio, per fortuna irripetibile. Lo sanno anche i muri, ormai, perché il nostro Gran Maestro lo rimarca da decenni: la P2 sta alla Massoneria come le Brigate Rosse stanno al Pci. Sia noi che il Pci eravamo le prime vittime. Non a caso quando quando il ruolo dell P2 fu acclarata la sua condanna fu decretata dal Grande Oriente d’Italia con molto anticipo rispetto agli atti compiuti dal Parlamento e dalla magistratura ordinaria ed i responsabili di tale illecito espulsi».

Ieri a Udine parlate di giovani ed educazione: perchè e come pensate di poter incidere affinchè cambi qualcosa?

«Come ho detto, la massoneria è una grande scuola di umanità, un laboratorio di pensiero laico che opera per il dialogo e costruisce percorsi positivi nella società, attraverso cultura e cittadinanza attiva. Il nostro compito non è quello di offrire soluzioni unitarie e miracolistiche che non ci appartengono, ma di proporre ipotesi, instillare dubbi, indicare percorsi, confrontare esperienze. Per questo oggi più che mai è indispensabile cercare allargare il respiro delle generazioni future perché i giovani, cittadini del domani, possano progettare un futuro migliore. Ma l’importante è che i giovani siano posti nella condizione di potere scegliere in scienza e coscienza del loro futuro. Bisogna fornire loro gli strumenti adatti, stimolarli a fare sì che non siano altri a scegliere il loro avvenire. È quindi fondamentale che si sviluppi nei giovani l’idea che per guardare al futuro è indispensabile confrontarsi con le voci differenti di quegli uomini che per migliorarsi cercano fra loro di parlare, di domandare, per cercare di trovare possibili risposte alle proprie domande».

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