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L’evento

La forza dell’utopia: quel lungo cammino di solidarietà e cultura avviato da Di Piazza

La trentesima edizione del convegno del Centro Balducci: ecco come gestire la sua immensa eredità spirituale

Gianpaolo Carbonetto
2 minuti di lettura

Pierluigi Di Piazza, scomparso il 15 maggio scorso, visto da Gianluca Buttolo

 

UDINE. Mai il Convegno del Centro Balducci, giunto quest’anno alla trentesima edizione, ha avuto finalità celebrative, o encomiastiche, caratteristiche che potevano far capolino, ma soltanto marginalmente, all’interno di programmi sempre basati principalmente sull’analisi di problemi e vicende sociali e spirituali legate all’attualità del momento. E neppure questa volta, pur nella drammaticità della scomparsa di don Pierluigi Di Piazza, sarebbe stato lecito fare un’eccezione.

Il Convegno del 2022, “Piccoli segni: la forza dell’utopia. In cammino con Pierluigi Di Piazza”, che comincerà domani, giovedì, alle 20.30, al teatro Giovanni da Udine, è, sì, dedicato alla memoria del fondatore del Centro Balducci, ma non soltanto per celebrare il suo impegno e il suo operato, bensì con lo scopo principale di aiutare a rendere più avvicinabile, comprensibile e gestibile la sua immensa eredità spirituale basata sulla pratica della solidarietà e sulla diffusione della cultura non intese come entità separate, o separabili, bensì come un’unica realtà strettamente intrecciata, capace di far diventare stabile un sistema di cura per il prossimo che non può vivere soltanto sulla base di impulsi estemporanei, anche forti, ma che, se non accompagnati da una convinta base culturale, sono destinati ad appassire in breve, mentre, invece, devono diventare, com’è accennato nel titolo del convegno, la solida traccia di un cammino lungo e non semplice, ma capace di trasformare, con piccoli segni, le utopie in realtà

È proprio per cercar di capire come il Centro Balducci si è sviluppato nei suoi trent’anni di vita e come si debba proseguire in questa opera che sono stati focalizzati i vari appuntamenti del prossimo Convegno che comincerà, come una volta, al teatro Giovanni da Udine, capace di ospitare le tantissime persone che hanno seguito Pierluigi e le sue iniziative e che vogliono testimoniare affetto e riconoscenza per un’opera che ha lasciato tracce profonde in tanti settori della nostra vita.

Per rendere meglio il vasto panorama del suo impegno, si è pensato di dare il nome di alcuni dei suoi libri ai vari segmenti temporali del programma. La serata inaugurale è intitolata “Nel cuore dell’umanità” e vedrà sul palco, oltre al neopresidente del Centro, Paolo Iannaccone, e al fratello Vito, il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Matteo Maria Zuppi, e due vecchi amici di Pierluigi, il teologo Vito Mancuso e il senatore ed ex magistrato Ro¬berto Scarpinato che parleranno di fede, religione, giustizia e società in un mondo che sta cambiando a velocità crescente e che vede aumentare a dismisura le disuguaglianze. Sarà un omaggio a quelle che don Pierluigi definiva le sue due bussole etiche: i Vangeli, nel campo della fede, e la Costituzione italiana, in quello laico. Senza mai separarle troppo, perché, in definitiva, indicano sempre lo stesso punto cardinale.

Gli altri temi sono “Il mio nemico è l’indifferenza” a ricordare che non ha mai rifiutato di confrontarsi con gli argomenti più difficili e spinosi, ma, anzi, li ha sempre sollecitati con la convinzione che soltanto con la discussione e la comprensione reciproca si possano fare passi in avanti davvero concreti.

In “Compagni di strada” a par¬lare saranno alcuni di coloro che sono stati testimoni della nascita e dello sviluppo del Centro. In “Non girarti dall’altra parte” la protagonista sarà l’accoglienza, mentre in “Fuori dal tempio” si parlerà soprattutto di quella spiritualità cui don Di Piazza ha dedicato inces¬santemente il suo pensiero.

Tre le appendici: la domenica mattina una camminata su un tratto della Rotta balcanica per giungere a San Dorligo della Valle, evento al quale Pierluigi aveva già assicurato la sua presenza; la serata del martedì successivo, sempre al Centro Balducci, con Massimo Cacciari, un altro grande amico di Pierluigi, infine il 19 novembre, il giorno prima del suo compleanno, una giornata dedicata agli studenti della regione ai quali il fondatore del Centro Balducci ha sempre dedicato particolare at-tenzione e affetto.

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