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La mostra

Dal maggio francese al punk, l’ironia poetica di Banksy

A Trieste apre oggi “The Great Communicator (Unauthorized exhibition)”. La rassegna dedicata al misterioso artista è visitabile fino al 10 aprile 2023

Agnese Baini
2 minuti di lettura

Una delle celebri opere di Banksy, Napalm, tra le creazioni che si possono ammirare nella mostra organizzata a Trieste

 

TRIESTE. Apre oggi (venerdì 25 novembre) al pubblico la mostra “The Great Communicator (Unauthorized exhibition)” dedicata allo street artist Banksy. Al Salone degli Incanti sono esposte alcune delle sue più importanti e controverse opere. Come una serigrafia della bambina che tiene in mano un palloncino rosso a forma di cuore, realizzata per la prima volta su un muro di Londra nel 2002. Una riproduzione di quest’opera aveva fatto scalpore quattro anni fa. Nell’esatto momento in cui il battitore dell’asta aveva confermato l’acquisto dell’opera, il disegno era scivolato dentro la sua stessa cornice per essere ridotto a strisce, come in un trita documenti.

Il titolo della mostra si rifà a questo aspetto dell’artista: la sua capacità comunicativa e l’irriverenza delle sue performance. Caratteristica più volte ribadita anche ieri, quando la mostra è stata inaugurata alla presenza delle autorità: il prefetto Annunziato Vardè, il presidente della regione Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale alle attività produttive e turismo Sergio Bini, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e l’assessore alla cultura del comune Giorgio Rossi.

«Ho creduto e sostenuto questa mostra fin dal principio – ha detto Fedriga – per due principali motivi. Il primo è che ha una grande capacità attrattiva e rende la nostra regione centrale nel settore dell’arte. Il secondo motivo è che è una mostra di un artista pop, che avvicina tutti i cittadini non solo quelli abituati a visitare le mostre d’arte». Il curatore della mostra, Gianni Mercurio, ha poi accompagnato i presenti in una visita guidata alla mostra, raccontando le opere e le scelte che ha fatto riguardo alle opere da esporre. «Finalmente la mostra ha aperto. Il posto è meraviglioso – ha ribadito il critico – e l’allestimento è molto raffinato: dialoga molto bene con la maestosità del Salone degli Incanti».

Si viene accolti nella prima sala dalle opere a cui Banksy si è ispirato e dagli artisti da cui ha imparato. I poster del maggio francese, un tributo a Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, due artisti che, come Banksy, hanno iniziato con i graffiti e la street art prima di essere riconosciuti nel mondo dell’arte contemporanea. L’esibizione è poi organizzata per temi.

Le prime opere che si incontrano nella seconda sala sono dedicate alla società inglese, trattata con ironia. Si può vedere la serigrafia, Grannies, in cui sono rappresentate due signore all’ora del tè, sedute sulle loro poltrone a cucire. Guardando bene, stanno cucendo due maglioni di lana con degli slogan punk.

La mostra sottolinea le varie tecniche e i materiali utilizzati dall’artista. Si possono così ammirare anche alcuni muri, su cui l’artista ha creato i suoi stencil, o cartongessi dipinti, di grande formato. Come il famoso Smiley Copper Panel G, con un poliziotto in tenuta antisommossa il cui volto è coperto da uno smiley sorridente giallo. Il visitatore troverà accanto a ogni opera una descrizione della stessa e del contesto in cui è stata creata. Si scoprono così curiosità e aneddoti. Come per l’opera Morons, che rappresenta l’audizione di un’asta in cui il battitore sta vendendo un quadro che recita un insulto verso i compratori.

Viene spiegato che è stato creato come critica al mercato dell’arte quando, nel 1987, un quadro dei girasoli di Van Gogh è stato venduto al prezzo record di ventidue milioni e mezzo. Si arriva poi in una sala che approfondisce le performance dell’artista: il Walled Off Hotel creato a Betlemme, il parco divertimenti al contrario Dismaland, il Cans Festival dedicato alla street art e l’esibizione temporanea “Banksy versus Bristol Museum”. Durante quest’ultima, Banksy, in collaborazione con il museo, aveva trasformato copie delle opere normalmente esposte con ritagli, scritte a bomboletta, maschere e costumi. L’ultima sala è un ambiente multimediale con tre schermi su cui è proiettato un video creato appositamente per questa esibizione.

Spiega il curatore Mercurio: «Un video realizzato con una grande sensibilità e che racconta le opere di Banksy dedicate ai bambini».

Per terminare la visita, si può lasciare un commento o una firma sui muri dell’allestimento. Si vedono infatti dei cartelli che invitano il visitatore a lasciare un proprio segno. Oppure, ci si può scattare un selfie di ricordo in una iconica cabina telefonica rossa. La mostra è aperta fino al 10 aprile dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 20, il venerdì e la domenica dalle 9 alle 21 mentre il sabato fino alle 22.

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