La Borsa dice no a Bpvi: salta la quotazione

"Non si sono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato" dice Borsa Italiana. Così affonda l'Ipo di Popolare Vicenza. Atlante ora sottoscriverà 15 milioni di azioni e avrà il 99,33%. Ai vecchi soci resterà lo 0,67%

Salta la quotazione della Banca Popolare di Vicenza. Borsa italiana ha detto no allo sbarco a Piazza Affari per la banca berica divenuta Spa il 5 marzo scorso. 

"Borsa Italiana - si legge in una nota - non dispone l'inizio delle negoziazioni e pertanto il provvedimento di ammissione delle azioni della Banca Popolare di Vicenza è da considerarsi decaduto". Il motivo è perché "non sussistono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato" a causa dei risultati dell'offerta di sottoscrizione delle azioni dell'istituto finalizzata alla quotazione. L'avvio delle negoziazioni era infatti subordinato "alla verifica della sufficiente diffusione degli strumenti finanziari".

Ma, al termine dell'offerta, Borsa ha rilevato che il 91,72% del capitale sarebbe in mano a "un unico soggetto" (il fondo Atlante), 10 investitori istituzionali avrebbero il 5,07% del capitale (di cui il 4,97% in mano a un unico investitore "indicato come non computabile ai fini del flottante", ovvero Mediobanca),mentre il pubblico indistinto avrebbe avuto lo 0,36% e gli azionisti preesistenti il 2,86%.

"Non era garantita la correttezza - ha confermato Raffaele Jerusalmi, ad di Borsa Italiana - non cerchiamo solo di far numero di società quotate".

Uno scenario possibile e temuto. Troppa bassa la sottoscrizione del mercato in sede di offerta globale dell'aumento di capitale fondamentale per la banca per evitare l'amministrazione straordinaria o la liquidazione coatta amministrativa, come ha precisato proprio stamani la Consob in una nota informativa.

La Banca non commenta. Fonti vicine all'istituto precisano che l'importante, in questa fase, è che "la banca si salvasse e salvandosi non si saranno impatti negativi né per i correntisti né per gli obbligazionisti".

"Da qui si riparte - continuano le nostre fonti - da questo aumento che Atlante sottoscriverà. Nulla è certo, una volta rimesso a posto la Banca potremo riandare in Borsa anche in un quadro mediaticamente diverso".

Intanto il flop pesa sui titoli bancari sono stati ampiamente penalizzati (anche con crolli del 6%). E pesa anche sul futuro delle prossime ricapitalizzazioni di Banco Popolare e di Veneto Banca.

Il minimo richiesto del flottante (la quota di azioni che gli investitori possono liberamente commerciare, al di fuori della partecipazione di controllo, ndr) per la quotazione nel segmento principale di Borsa Italiana era del 25%. La soglia più bassa è nel segmento Aim, è del 10%. Ma pure da questa percentuale Bpvi è rimasta lontana.

E ora tutte le adesioni (anche quella di Mediobanca che aveva rastrellato il 5% diventando il secondo socio) sono annullate.

In base tuttavia all'accordo di sub-underwriting (sottoscrizione, ndr) concluso tra Unicredit e Quaestio (che detiene il Fondo Atlante) e della corrispondente estensione degli impegni di Unicredit nei confronti della Banca, ora il Fondo Atlante sottoscriverà 15 milioni di azioni sempre a 0,10 centesimi, per un controvalore complessivo 1,5 miliardi (pari al 100% del controvalore dell'offerta globale).

Post aumento, il Fondo Atlante deterrà dunque una partecipazione nel capitale della Banca pari al 99,33%. Ai vecchi soci resterà quindi lo 0,67%.

@eleonoravallin

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