Risparmio tradito, il ministero valuta se riscrivere il decreto

Si è aperto un bivio all'incontro tenutosi oggi (martedì 24 luglio) al Ministero dello Sviluppo Economico fra i sottosegretari Massimo Bitonci (Lega), Alessio Villarosa (M5S) e circa 40 associazioni di risparmiatori: modificare profondamente il decreto Baretta o rifare tutto

Nell'incontro tenutosi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico fra i sottosegretari Massimo Bitonci (Lega), Alessio Villarosa (M5S) e circa 40 associazioni di risparmiatori vittime dei default bancari «i rappresentanti del governo ci hanno detto che stanno valutando se continuare sulla strada del cosiddetto 'decreto Baretta' (che prevede il fondo di ristoro delle vittime di reati finanziari previsto dalla legge di bilancio ndr) - che da quello che hanno detto gli uffici tecnici è quasi impraticabile - oppure riscrivere una legge ex novo».

A dirlo è Riccardo De Angelis, in rappresentanza dell'associazione degli azionisti Banca Etruria, al termine dell'incontro aggiungendo che al tavolo non si è però parlato di azionisti, obbligazionisti o percentuali di rimborso, «ognuno ha espresso le sue posizioni e siamo stati ascoltati».


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Quello di oggi al Mef fra risparmiatori vittime dei default bancari (erano presenti i rappresentati degli azionisti di Veneto Banca, Popolare di Vicenza, Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara) e i sottosegretari Bitonci e Villarosa è stato un incontro interlocutorio anche secondo la presidente dell'associazione Vittime del Salva Banche, Letizia Giorgianni, che ha spiegato come l'intenzione del governo fosse soprattutto quella di ascoltare le associazioni delle vittime e capire quali erano le varie posizioni. «La maggioranza delle associazioni hanno esposto perplessità sul 'decreto Barettà sia per i paletti che discriminano la platea dei risparmiatori ma anche per l'incapienza del fondo a disposizione , che sarebbe di 25 milioni di euro», ha continuato Giorgianni aggiungendo che secondo il sottosegretario Bitonci le strade perseguibili attualmente sono due: «cercare di modificare il vecchio decreto allargando quanto più la platea dei risparmiatori, oppure - se questo non sarà possibile - si farà un nuovo intervento normativo». Di cifre non si è parlato, «però ci hanno detto che stanno lavorando anche per il reperimento di ulteriori fondi», ha concluso Giorgianni. Per ora, le parti non si sono aggiornate per un nuovo appuntamento.

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