Ascopiave vola in Borsa, probabile speculazione su offerta F2i

Il titolo della utility trevigiana va in asta di volatilità con un balzo del 12,11 per cento. Nel semestre bene i ricavi scende l’utile netto

TREVISO. Ascopiave entra in asta di volatilità e ci resta per tutta la seduta, con un rialzo teorico del 12,11%, a mettere le ali al titolo probabilmente i dettagli dell'offerta di F2i che comunque è stata rispedita al mittente da Asco Holding con una lettera inviata ieri ai suoi soci.

La utility ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con ricavi consolidati per 310,6 milioni di euro, in rialzo del 4,4% rispetto ai 297,5 milioni registrati nel primo semestre 2017 (+4,4%).

Il margine operativo lordo di 48 milioni è in leggera flessione rispetto al primo semestre 2017 (49,2 mln). Il risultato operativo è sceso a 35,8 milioni (da 37,5 milioni nel primo semestre 2017) mentre l'utile netto consolidato è stato pari a 29,8 milioni (30,7 milioni nel primo semestre 2017).

In miglioramento la posizione finanziaria netta che evidenzia un indebitamento pari a 57,1 mln di euro, dai 119,9 mln di euro di fine dicembre 2017. Il rapporto debito/patrimonio netto è pari a 0,13 (da 0,27 di fine dicembre).

Rispetto alle previsioni per l'esercizio in corso, la regolazione tariffaria per l'esercizio 2018 è compiutamente definita e dovrebbe assicurare dei ricavi sostanzialmente in linea con quelli dell'esercizio 2017. Per quanto concerne gli obblighi di efficienza energetica "si segnala come la perdurante significativa volatilità dai prezzi dei titoli di efficienza energetica rende difficile prevedere i relativi effetti economici nel corso dell'intero esercizio, pertanto il margine positivo conseguito nell'esercizio 2017 (3,6 milioni di euro) potrebbe non essere ripetibile nel 2018".

Per l’attività di vendita del gas, in ipotesi di condizioni climatiche normali, si prevedono margini commerciali in diminuzione rispetto a quelli dell'esercizio 2017, a causa della pressione competitiva sul mercato retail, dei provvedimenti tariffari di Arera (modulazione della componente di gradualità) e degli effetti economici complessivamente negativi dovuti all'applicazione della regolazione sul settlement del gas per gli anni 2013-2016, già rilevati nel secondo trimestre del corrente esercizio.


 

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