Intesa, miglior semestre di sempre, a giugno impieghi oltre i 25 miliardi

Carlo Messina

Ca’ de Sass chiude con un utile di 2,17 miliardi di euro, Messina: è il migliore risultato registrato dal 2008

MILANO. Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre del 2018 con un utile in forte aumento a 2,179 miliardi di euro, in crescita del 25,3% dagli 1,738 miliardi dei primi sei mesi dello scorso anno, escludendo il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi ricevuto nel 2017 per l’acquisizione delle banche venete.

Nel secondo trimestre il risultato netto è di 927 milioni di euro. Includendo la plusvalenza netta per la contabilizzazione della partnership con Intrum, l’utile dei sei mesi balza a 2,58 miliardi di euro, pari al 68% dei 3,8 miliardi di utile che Intesa Sanpaolo conferma di voler realizzare nel 2018.


«Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati raggiunti nel primo semestre di quest’anno – ha commentato Carlo Messina, ceo di Intesa - la nostra banca si conferma come una delle più solide e profittevoli in Europa e allo stesso tempo è capace di dare vita al più grande progetto di inclusione economica e di lotta alla povertà nel Paese».

Il risultato di questo semestre, aggiunge il top manager, è il «migliore risultato registrato dal 2008». Aggiungendo che la banca è nelle condizioni di «poter affermare che l’utile netto del 2018 supererà i 3,8 miliardi di utile del 2017. Con un pay out ratio previsto nel 2018 all’85% confermiamo come priorità la capacità di remunerare in maniera significativa i nostri azionisti, come dimostrato dai 10 miliardi di dividendi distribuiti nel corso del precedente Piano d’Impresa».

Migliora in maniera significativa il profilo di rischio senza oneri per gli azionisti: considerando la partnership con Intrum in sei mesi, dice Messina, è stato raggiunto il 50% dell’obiettivo previsto nell’arco del Piano per quanto riguarda i Non Performing Loans. Il Common Equity è in ulteriore aumento e raggiunge il 13,6%; si tratta di un livello di patrimonializzazione solido e ampiamente superiore a quanto previsto dal regolatore.

Intesa Sanpaolo, prosegue il ceo, nel solo primo semestre ha aiutato circa 8.000 aziende a tornare in bonis, salvaguardando così circa 40.000 posti di lavoro. «Dal 2014 il numero di queste imprese sale a 80.000: una cifra significativa considerato l’impatto positivo generato sull’occupazione – circa 400.000 posti di lavoro – e sull’indotto. Siamo il fattore di accelerazione nella crescita dell’economia reale del Paese: nei primi sei mesi del 2018 le erogazioni a medio e lungo termine hanno superato i 25 miliardi di euro».

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