Mps si conferma in utile, ma lo spread affonda il titolo

Semestre in utile per 289 milioni di euro contro la perdita di 3,24 miliardi di un anno fa. L’ad Morelli: “Abbiamo superato le nostre stesse aspettative e i target interni”

MILANO. Mps ha chiuso il primo semestre del 2018 con un utile di 289 milioni, contro una perdita da 3,24 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. Gli impieghi alla clientela sono aumentati di 1,4 miliardi. L'indice di solidità Cet1 è al 13%, pari a circa 8,4 miliardi di euro, «in leggera flessione rispetto al trimestre precedente per l'aumento del Btp-bund spread», spiega la banca in una nota. In calo i ricavi del 7,8%.

 Al 30 giugno 2018 il gruppo ha realizzato ricavi per 1,7 miliardi di euro, in calo anche per la flessione del margine di interesse e delle commissioni nette. Nel secondo trimestre i ricavi sono diminuiti di 45 milioni di euro rispetto al trimestre precedente, soprattutto sul risultato netto da negoziazione e delle attività/passività finanziarie. L'utile del secondo trimestre è stato di 100,9 milioni di euro, contro i circa 3 miliardi di rosso del secondo trimestre 2017. L'istituto senese aveva 'riscoperto l'utile nel primo trimestre 2018, chiuso con un risultato positivo per circa 188 milioni.

Il primo semestre dimostra che Mps sta andando «nella giusta direzione». Lo afferma l’ad della banca senese, Marco Morelli, in conference call con gli analisti. «Abbiamo superato le nostre stesse aspettative e i target interni che avevamo concordato», ricordando come il piano di ristrutturazione «davvero pesante» abbia permesso di guardare avanti. Morelli ha evidenziato il recupero di «quasi 1 miliardo di depositi dei clienti».

Nonostante i conti positivi Mps affonda in Borsa dove il titolo è tra i peggiori. In mattinata era stato anche sospeso e aver superato al ribasso l’8%.

Sul tema crediti deteriorati che tanto hanno impattato sul destino del Monte la previsione è di «anticipare il target» puntando «a raggiungere un rapporto Npe (non-performing exposure ndr.) del 10%» prima del 2021, precisa Morelli, sottolineando «la velocità» delle cessione delle sofferenze. «Accelereremo ancora la cessione dei crediti deteriorati una volta che avremo finito il processo di cartolarizzazione» dei 24,1 miliardi di euro di Npl (non performing loan).

In merito all'impatto del differenziale dei rendimenti tra Btp e Bund, infine, l'ad ha aggiunto «ci sono elementi che possiamo e altri a cui dobbiamo adattarci». «Per quanto riguarda la crescita degli impieghi - ha aggiunto - questo dipende dal modo in cui i clienti potrebbero reagire da un peggioramento del contesto, se le piccole e medie imprese decideranno di modificare i loro piani di investimenti o i consumi».

Nel comunicato sui conti, la banca spiega che il Cet1 è al 13% (rispetto al 14,8% di fine 2017), «in leggera flessione rispetto al trimestre precedente per l'aumento del Btp-Bund spread».
 

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