Popolari, fondo entro ottobre Ieri il via libera del Senato

L’emendamento rientra nel Milleproroghe e stabilisce che entro il 31 ottobre va emanato il decreto e dunque costituito il fondo per le vittime dei reati finanziari

PADOVA. Il fondo ristoro per i risparmiatori diventa realtà. Entro due mesi, il 31 ottobre per l’esattezza, il governo dovrà emanare il decreto che dà attuazione allo stesso. Lo ha stabilito ieri il Senato che con 264 voti favorevoli (su 264 votanti e 265 presenti) ha dato il via libera all’emendamento firmato dal senatore veneto del Pd Andrea Ferrazzi al decreto Milleproroghe. Ora ci dovrà essere il passaggio alla Camera, ma lo scoglio più difficile è stato superato.

L’importanza del provvedimento sta nel fatto che viene stabilita un data dopo mesi di attesa durante i quali del decreto - nato col precedente governo - si erano perse le tracce. Di segno contrapposto le reazioni delle associazioni di risparmiatori: esultano quelle come Codacons ed Ezzelino da Onara che avevano sostenuto fin dall’inizio il fondo, si dicono preoccupate quelle che invece contestano le modalità dei rimborsi.

L’emendamento rientra nel Milleproroghe e stabilisce che entro il 31 ottobre va emanato il decreto e dunque costituito il fondo per le vittime dei reati finanziari. «È stata una questione vergognosa», ha detto ieri in aula il senatore Ferrazzi illustrando l’emendamento, «In Veneto 200 mila famiglie sono state di fatto truffate. È stata una gestione delittuosa e la magistratura sta facendo il suo corso; sono mancati anche i sistemi di controllo. I governi precedenti non sono rimasti con le mani in mano: sono stati salvati i correntisti, gli obbligazionisti, i dipendenti, le reti delle imprese. Ed è stato fatto un provvedimento con la legge di bilancio 2018 che, caso unico in Europa, salva anche gli azionisti. Noi avevamo proposto la data del 31 agosto, ma abbiamo accolto la richiesta di spostarla al 31 ottobre e siamo favorevoli affinché si acceleri. Il decreto mette nelle tasche degli italiani 100 milioni di euro. C’è chi dice che sono insufficienti: è vero, occorre incrementare il fondo. Epperò se serve 1 miliardo, iniziamo intanto a mettere i 100 milioni e domani mettiamo i restanti 900. C’è un fondo dormiente di 1,4 miliardi: si usi quello senza perdere tempo».

Il voto favorevole è stato accolto con soddisfazione da Codacons: «C’è una comunità di risparmiatori che sono stati traditi e lo Stato deve risarcire; la Costituzione prevede la tutela del risparmio», afferma il presidente regionale Franco Conte che chiede l’istituzione di un principio cronologico nel procedere ai risarcimenti. Rimborsi che, sottolinea, devono essere integrali. Patrizio Miatello dell’associazione Ezzelino da Onara sottolinea l’importanza del termine di ottobre, ma sostiene anche la necessità di procedere in tempi più rapidi. «L’accesso al fondo deve essere senza paletti, senza dover dimostrare il danno subìto, ma presentando all’Anac il contratto di acquisto e lo storico dei movimenti».

Ma c’è anche chi guarda con preoccupazione al prossimo varo del fondo. «È in corso una vasta offensiva per completare la fregatura a danno dei risparmiatori», afferma l’avvocato Andrea Arman, referente del Coordinamento Don Torta, «Il decreto permette l’accesso al fondo solo a coloro che hanno subìto un imbroglio in fase di compravendita delle azioni. Bisogna pertanto dimostrare il raggiro attraverso una sentenza passata in giudicato oppure tramite il giudizio Anac. Inoltre i rimborsi sono previsti, di fatto, per chi ha acquistato azioni dal 2012 in poi». E quindi, secondo Arman, il numero di risparmiatori che potranno beneficiare del ristoro è destinato a essere ridotto.
 

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