Popolari venete, M5S chiede una nuova commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche

Depositato in Senato un disegno di legge che indaghi meglio su conflitti d'interesse, Npl e incompatibilità. E dal Veneto il consigliere Sinigaglia (Pd) avverte: «Agiamo in fretta per il fondo, 100 mln sono pochi».

VENEZIA. «Occorre agire più in fretta per rimborsare gli azionisti truffati e garantire uno stanziamento adeguato, i 100 milioni devono essere incrementati». Così il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, rappresentante dem nella Commissione speciale d'inchiesta della Regione sul sistema bancario veneto, commenta l’impegno del Governo a emanare entro il 31 ottobre il Fondo salva risparmiatori, vittime del crac della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Impegno che è contenuto all’interno del Milleproproghe.

«È una decisione che da un lato ci soddisfa perché si prosegue positivamente sulla linea tracciata dal provvedimento approvato all’unanimità dal Parlamento della precedente legislatura, tuttavia i tempi sono ancora troppo lunghi. Non si vuol tener conto della drammatica urgenza di questo decreto-ristoro. In Commissione il Partito Democratico aveva proposto di anticipare il termine al 31 agosto, ma ha dovuto accettare una dilazione di altri due mesi per avere il consenso degli altri gruppi parlamentari. Adesso non si perda un minuto di più. Molti cittadini ‘dipendono’ dall’attivazione del Fondo, così come tante imprese, costrette a fare i conti con piani di rientro da parte di chi è subentrato alle Popolari. Ogni giorno, settimana che passa il decreto diventa sempre più necessario, altrimenti gli azionisti stremati pagheranno sulla loro pelle, come purtroppo è già tragicamente accaduto.  Anche la Regione faccia la propria parte - insiste Sinigaglia - sollecitando i parlamentari veneti affinché non si aspetti più e si passi all’azione».

«I dubbi tuttavia non riguardano soltanto la tempistica. È infatti indispensabile aumentare, e in maniera corposa, il primo stanziamento di 100 milioni predisposto dal Governo per rimborsare i truffati. Facciamolo attingendo dai cosiddetti conti dormienti che ammontano a circa un miliardo e 600 milioni. Chi ha subito un danno ingiusto ha il diritto di essere risarcito al 100% e le operazioni devono partire subito - l’appello finale di Sinigaglia - È una questione di giustizia e responsabilità».

E sul tema banche si scalda anche il fronte romano. Il M5S, scrive oggi (8 agosto) il Corriere, vuole una nuova commissione banche, che indaghi meglio su conflitti d'interesse, Npl e incompatibilità. Ieri è stato depositato al Senato un disegno di legge siglato da tutti i senatori del gruppo, con l'obiettivo, dice Gianluigi Paragone, firmatario insieme a Elio Lannutti, anche di «monitorare e scandagliare gli Npl (crediti deteriorati), una delle criticità per i piccoli imprenditori e per capire la genesi di certe sofferenze». Si tratta sempre di «una bicamerale, dovremmo riuscire a calendarizzarla già per metà settembre», si legge ancora.

Nel testo che dovrà superare il vaglio del Parlamento, e che quindi potrebbe essere modificato, si prevede che la durata della Commissione sia legata alla legislatura e che ogni anno vada presentata una relazione al Parlamento. La composizione ricalca quella della commissione istituita alla fine della scorsa legislatura (presieduta da Pier Ferdinando Casini) ma ha compiti parzialmente diversi e più ampi.

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