L'alleanza tra governatori, Fedriga: «Modello pubblico efficace»

Il presidente del Fvg ha auspicato di riuscire a ottenere nuovamente «in sinergia con il Veneto», la concessione per la rete autostradale attualmente in capo ad Autovie Venete, a Rimini il presidente ha affrontato pure il tema degli enti locali e della riforma in cantiere

UDINE. Massimiliano Fedriga prende “in prestito” Autovie Venete, al meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, e utilizza la concessionaria autostradale, la cui maggioranza è in mano alla Regione, come esempio di buona pratica da mutuare a livello nazionale per la gestione dei grandi assi di trasporto. Perché, ormai è chiaro, al netto della prudenza e della diplomazia sul tema, al presidente più che la nazionalizzazione del sistema ventilata dai grillini starebbe eventualmente a cuore una regionalizzazione delle gestioni. Anche spinta e totale.

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Affiancato dai colleghi governatori di Lombardia – Attilio Fontana –, Liguria – Giovanni Toti – e della Provincia di Trento – Ugo Rossi –, il governatore ha spiegato come sia sbagliato «demonizzare in toto pubblico o privato», ma ha anche sottolineato di ritenere «fondamentale il controllo diretto delle istituzioni sulle grandi opere». Già, ma quale controllo? «Non formale – ha continuato Fedriga –, bensì reale ed efficace. Per essere tale, cioè, deve svilupparsi vicino al territorio, non arrivare da Roma. Da commissario della Terza Corsia faccio impazzire i vertici di Autovie chiedendo loro, continuamente, informazioni sui cantieri e sulle problematiche, ma è l’unico modo per avere, sempre, la situazione sotto controllo. A proposito dell’A4, poi, vale la pena sottolineare come i lavori termineranno con un anno abbondante di anticipo».

Senza dimenticare, secondo il presidente, che «il controllo pubblico» magari «anche con il coinvolgimento del privato» consente di «reinvestire l’utile nelle fondamentali infrastrutture locali». Un passaggio determinante, questo, considerato come «fra qualche anno avremo una meravigliosa A4 a tre corsie», ma resterà aperto «il problema della viabilità secondaria, chiave per lo sviluppo economico del territorio, che può essere implementata soltanto grazie agli investimenti della Regione che, spesso, derivano direttamente dagli utili delle concessioni autostradali in mani pubbliche».

E se affrontando il tema dei nodi legati alle normative europee, Fedriga ha auspicato di riuscire a ottenere nuovamente «in sinergia con il Veneto», la concessione per la rete autostradale attualmente in capo ad Autovie Venete, a Rimini il presidente ha affrontato pure il tema degli enti locali e della riforma in cantiere. «In Fvg ci hanno tolto le Province – ha spiegato –, ma a breve le faremo rinascere e che si chiamino Cantoni o Province speciali, saranno elettive per colmare quel gap di democrazia cui ci ha costretto il centrosinistra. In Fvg lo posso fare da solo perché ce lo consente l’Autonomia, ma mi auguro che l’elezione diretta ritorni in tutta Italia. Non si può farne a meno perché il cittadino ha il diritto di scegliere chi lo governa. Ha il diritto di giudicarne i risultati e l’operato e al termine della legislatura, se ritene che abbia governato male, mandarlo a casa. Come è accaduto a chi mi ha preceduto in Regione».

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