La meraviglia dei vecchi mulini: alcuni sono arrugginiti, ma a Reana lo storico “Segàt” è ancora produttivo

Alcuni sono fermi e preda della ruggine, altri girano ancora, anche se soltanto a beneficio degli occhi. I mulini di Reana del Rojale, non sono più il regno di mugnai e fabbri. Con un’eccezione, il secolare Molino di Giusto, o Segàt secondo l’antico toponimo, a Valle, l’unico di tutta Reana ad essere rimasto produttivo. Per raggiungerlo, una volta raggiunta Rizzolo e imboccata la strada principale del paese in direzione est, bisogna svoltare a sinistra all’altezza del campanile. È da lì che il tracciato della ciclabile comincia a regalare un suggestivo susseguirsi di mulini, chiuse e partitori (partidôrs, in friulano).

È dalla fine del XII secolo, quando la rete delle rogge venne progettata e realizzata, che l’acqua segna la vita e l’economia di questo territorio: il “rojâl” che accompagna il nome di Reana, del resto, altro non è che il sistema di rogge e canali che si sviluppa sulla riva destra del Torre e che proprio nella zona dei mulinisi biforca in due grandi rami, la Roggia di Udine e la Roggia di Palma, diretta verso Palmanova.

Per non perdere il cuore di questo piccolo regno d’acqua il ciclista deve fare attenzione a non farsi attrarre dal pur gradevole percorso alternativo, quello che dal centro di Rizzolo conduce fino al bel tempietto in fondo al Paese (suggestive anche, più a sud, le chiesette di San Leonardo a Cavalicco e di San Giacomo neii pressi di Ribis, a un tiro di schioppo dal tracciato), per poi risalire verso Cortale paralleli all’argine del fiume, lungo un comodo sterrato. L’alternativa va considerata per il ridiscendere verso Udine, ma almeno un passaggio tra i mulini è obbligato, e preferibilmente all’andata, pena il venir meno della principale alternativa di questa ciclabile, che regala anche suggestivi scorci di archeologia industriale, o protoindustriale, come il battiferro Sbuelz di Rizzolo.

Soprattutto per i più piccoli, ma non solo, una possibile tappa è il mulino di Adegliacco, situato lungo la Roggia di Udine. Alle secolari pale delle vecchia macine, una delle quali è ancora funzionante, si è aggiunta una nuova ruota a pale utilizzata per produrre energia. L’interno ospita un centro per l’insegnamento delle scienze, aperto però solo su prenotazione. Sempre accessibili invece le installazioni esterne, nell’attiguo parco, un piccolo giardino scientifico interattivo per divertenti esperimenti all’aria aperta prima di rimontare in sella per ritornare a pedalare controcorrente.
 

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