Muggia, sospesi tra vigne e mare lungo un confine senza muri

Si parte dal centro della cittadina adriatica per inerpicarsi tra le campagne fino a Crevatini per poi scendere fino ad Ancarano passando per Punta Grossa

Muggia è l'unico presidio italiano del litorale istriano. Un'appartenenza geografica che ha fatto a pugni con la storia di queste terre, ferite da una frontiera innaturale, eretta nel 1954, che ha repentinamente reciso legami naturali, interrotto strade, diviso in due case e proprietà. Con la Jugoslavia comunista che incombeva alle porte di Trieste, l'area confinaria è stata per lunghi anni fortemente militarizzata e i confini sorvegliati a vista, giorno e notte, da entrambe le parti.

Pedalando sopra i colli muggesani, sembra strano oggi poter invece sconfinare più volte fra Italia e Slovenia senza quasi accorgersene, senza dover mostrare alcun documento, senza tensioni. Ed è proprio questo il bello del percorso che, dal centro di Muggia, s'inerpica verso il crinale sloveno regalando bellissimi scorci sospesi fra terra, vigne e mare. A ideare la pedalata in e-bike lungo strade minori e panoramiche, alla scoperta delle storie e delle eccellenze vitivinicole della zona, è stata l'associazione di promozione sociale ViaggiareSlow (www.viaggiareslow.it).


Si parte dall'infopoint in via Marconi 2, dove sono a disposizione anche biciclette a noleggio. La prima parte del tracciato prevede un attraversamento del centro storico, dove sono ancora ben evidenti tracce della Serenissima, originariamente protetto da alte mura di cinta. Si pedala quindi fino in fondo a viale XXV aprile, per imboccare la verde via dei Mulini e raggiungere l'ex valico di Premanzano, dove ancora si vedono i vecchi ceppi allineati del blocco di frontiera che oggi non esiste più. La salita inizia dolce ma incalzante, inerpicandosi fino a Crevatini. Qui si inizia a scendere lungo la cresta del colle, su una ciclabile che lambisce gli abitati di Barizoni e Colombani. La vista si apre su Trieste, il suo Golfo e i vigneti. Da questi terreni calcarei - secchi, assolati e ventilati - ha saputo trarre ottimi frutti Bruno Lenardon, rinomato produttore di vini ma anche di olio, che organizza degustazioni su prenotazione (cel. 348 6110712). La sua azienda si raggiunge con una piccola deviazione, scendendo verso Pisciolon prima di arrivare a Muggia Vecchia. In mezzo all'uliveto di famiglia ancora spicca un ceppo confinario perché la loro fu proprio una di quelle case completamente divise in due da una linea tracciata a tavolino.

Altra piccola deviazione può essere la breve ascesa al monte San Michele, sede di un'antica necropoli, dal quale si gode una bella vista sopra tutto il colle e il Golfo. Dopo la visita alla Basilica di Santa Maria Assunta (davanti alla quale c'è una fontana), al Parco Archeologico e al belvedere panoramico di Muggia Vecchia, si scende a ruota libera verso il vecchio valico costiero di Lazzaretto, per poi rientrare a Muggia lungo la strada costiera.

Il percorso è piacevole, quasi esclusivamente su asfaltato, adatto a tutti in e-bike, a ciclisti più allenati se si affronta invece senza pedalata assistita.

Gli amanti dei vini biologici posso anche optare per una deviazione dal produttore sloveno Gordia, o decidere di scendere fino Ancarano e rientrare dalla Costa passando per Punta Grossa. I sentieri per risalire il crinale sono però un po' più impegnativi e su terreni adatti a mountain bike.

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