Sulle due ruote lungo una rotta antica: la ciclabile Arta-Tolmezzo risale il But

La pista segue il tracciato della strada romana Julia-Augusta, 10 chilometri tra le storiche bellezze della Carnia

Innanzitutto non spaventatevi! Le cime che vi guardano dall’alto fanno parte del panorama. Le vostre biciclette si limiteranno a risalire il torrente But lungo la sponda orografica destra, con pendenze dolci e alla portata di tutti, anche se una bici con cambio è opportuna per poter superare agevolmente i brevi tratti di salita. Sono 10 chilometri comodi, quelli che da Tolmezzo portano ad Arta e alle sue Terme, non senza aver fatto una sosta – all’andata o al ritorno, fate voi – a Zuglio, con la sua chiesa matrice di San Pietro, la più antica tra le undici pievi storiche della Carnia, che da ottocento anni domina la vallata con il suo campanile e la sua asimmetrica struttura, frutto di diversi interventi susseguitisi nel corso dei secoli.

Partendo da Caneva di Tolmezzo, il percorso di questa ciclopedonale (buona anche per i passeggini) costeggia il tratto finale del But, poco distante dal punto in cui il torrente sposa le sue acque con quelle del Tagliamento, sulla sponda opposta rispetto alla statale 52 bis carnica, che porta ai tornanti e ai 1.360 metri del passo di Monte Croce carnico. È l’antichissimo tracciato della via Iulia Augusta, che – sempre attraverso il Monte Croce, Plockenpass per gli austriaci – collegava Aquileia ad Aguntum, uno dei principali municipi romani del Norico, le cui rovine si possono visitare ancora oggi alle porte di Lienz, il capoluogo del Tirolo orientale. Una porta tra il Mediterraneo e il centro nord Europa molto più percorsa di quanto non si pensi, come può verificare chi percorre la 52 bis durante l’estate, incrociando centinaia di macchine non soltanto austriache, ma anche tedesche, belghe e olandesi.


Sul percorso della via Iulia Augusta si innesta anche questo tratto di una ciclovia più ampia ma ancora da completare nel suo intero tracciato, la Fvg 8 della Carnia, che dalle bianche e imponenti mura di Venzone conduce fino a Paluzza. Arrivando da Tolmezzo, l’indicazione della pista è ben visibile dopo aver attraversato il ponte di Caneva. Il percorso lungo il But prosegue in doppia corsia e lasciando le frazioni di Tolmezzo, si prosegue in mezzo al verde, tra alberi, campi, quasi sempre sull’argine del fiume e con i monti all’orizzonte. Non mancano gli spazi per sostare, nonostante la brevità e la comodità del percorso, sempre asfaltato a parte il primo tratto in legno, conducano rapidamente a Zuglio, che si raggiunge dopo poco più di 8 chilometri.

Per chi decidesse di puntare direttamente verso Arta, rimandando al ritorno una sosta per una visita a Zuglio, con la sua pieve e il suo museo archeologico, i due chilometri che mancano per raggiungere la località termale sono un po’ meno comodi. Non tanto per il dislivello, che resta lieve, quanto per il fondo, che per un buon chilometro diventa sterrato, anche se agevolmente percorribile. Nelle vicinanze di Arta torna l’asfalto e la tappa finale è il parco retrostante alle terme, dotato di giochi per i bambini e di ampie aree pic-nic.

Grandi salite o relax. Qui finisce la ciclabile, ma per chi ha le gambe e la bici per permetterselo un prolungamento verso i prati di Piano d’Arta è consigliato. Per i ciclisti veri, Arta può essere una buona base di partenza per mete più stimolanti per i grimpeur come il Monte Croce o il leggendario Zoncolan, il cui imbocco dal versante Sutrio non è distante. Meno faticosa ma più allettante, per chi preferisce il relax, una vista alle storiche Terme, magari solo per un tuffo in piscina, senza farsi prendere dalla fretta di tornare a Tolmezzo: il rientro sarà quanto mai agevole, con la dolce pendenza a favore e l’unico inconveniente della mancanza di percorsi alternativi: i percorsi ciclabili, qui, non offrono l’opportunità di anelli, e ripercorrere la strada dell’andata è una scelta obbligata.


 

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