Tra le due Gorizie in sella si respira aria di nuova Europa

Territorio di contaminazioni culturali ed enogastronomiche passando per Villa Lasciac o lungo le rive dell’Isonzo

Il confine, per fortuna decantato dai suoi significati materiali e ideali più beceri, per lasciare spazio a interpretazioni di apertura e scambio.

Da queste parti nulla è più naturale che inforcare una bicicletta e scoprire un territorio ricco di contaminazioni culturali ed enogastronomiche con il vantaggio, appunto, di poter sconfinare in una manciata di chilometri verso la verde Slovenia che, in quanto a cicloturismo, in Europa ha molto da insegnare. Partenze e tracciati possono essere diversi a seconda dell’impronta che si vuol dare al percorso. Ad esempio, volendo attraversare Gorizia e apprezzarne alcuni dei luoghi più affascinanti per poi proseguire in Slovenia per un tuffo nella natura, l’itinerario proposto parte dalla piazza S. Antonio, attraversa Borgo Castello, passa il confine al valico della Casa Rossa, prevede una tappa al Cimitero ebraico e prosegue sul Colle del Mark e nel Bosco del Panovec.


Il ritorno in Italia è attraverso il confine del Rafut e arriva in Piazza della Vittoria dopo aver “scalato” il Colle di Castagnevizza. La distanza è davvero breve, 13.8 chilometri, con fondo misto e il percorso ha una durata complessiva di circa un’ora, senza calcolare le soste obbligatorie per ammirare il panorama dai colli, immergersi nella storia dell’arte nei musei di Borgo castello e godersi la congerie di sapori proposta dalla cucina di queste parti, con ascendenze ovviamente italiane e slovene, ma anche austriache e ungheresi. Una valida deviazione su questo percorso può essere per visitare la Villa Lasciac con il suo parco, edificata a partire dal 1909 dal famoso architetto Lasciac sulla collina del Rafut.

Un altro percorso di confine si può fare anche partendo da Via Caprin verso Piazza Medaglie d'Oro dove si trova il rinomato istituto d’arte cittadino, a seguire verso il confine di via San Gabriele e la pista ciclabile in Slovenia. Con un progetto transfrontaliero metaforicamente avviato a gennaio con il taglio di una rete sul confine, si sta lavorando anche per costruire una pista ciclabile che, quando sarà realizzata, attraverserà i comuni di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter Vrtojba. La ciclabile collegherà Salcano al parco di Piuma attraverso via degli Scogli, e Salcano alla piazza Europa/Transalpina. Dalla Transalpina i percorsi ciclabili esistenti consentiranno, poi, di proseguire fino al valico del Rafut e da qui la ciclovia proseguirà a Sud verso Vrtojba.

Tornando in sella, oggi è possibile, prima di raggiungere Nova Gorica attraversare in bici le strette vie di Solkan, uno dei paesi più antichi dell‘Isontino. Ammirando le acque color smeraldo dell’Isonzo, non passerà inosservato il ponte ferroviario di Solkan, costruito oltre un secolo fa che vanta l'arcata in pietra più lunga al mondo. Nova Gorica, invece, è una città giovane e vivace, sorta sul lato est del confine dopo che, alla fine della Seconda guerra mondiale, Gorizia era rimasta in territorio italiano, concepita con un impianto urbano rigoroso e lineare. Da via Erjavčeva con il viale dei personaggi illustri si raggiunge la Piazza Transalpina e la stazione ferroviaria con la sede del Kolodvor, museo dell’unione tra i popoli con l‘omonima linea che divideva anche la stazione ferroviaria interrompendo il collegamento ferroviario con Trieste.

Al centro della piazza, rinominata in “Piazza Europa”, sarà bello pedalare in circolo attorno al simbolico mosaico commissionato a un artista locale e installato al posto del confine tracciato dopo la guerra tra blocchi occidentale ed orientale in Europa in occasione dell'ingresso della Slovenia nell'Unione europea, una pedalata allegorica e spensierata in un contesto dalle forti reminiscenze storiche.

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