Carburanti alternativi, i paesi Ue chiedono una rete dedicata

Definito un accordo informale che prevede un impegno concreto che si deve tradurre nella realizzazione di infrastrutture per consentire la ricarica dei veicoli
di MARIANGELA FINAMORE (*)

1 minuti di lettura
(ap)
SAREBBE di sicuro vantaggio per l’ambiente riuscire ad aumentare la quota di carburanti alternativi impiegati per alimentare sia i veicoli su strada sia i mezzi destinati alla navigazione. Per dare un nuovo stimolo alla diffusione dei combustili non fossili, i paesi dell’Ue hanno stretto  e delle imbarcazioni permettendo la libera circolanzione senza il timore di rimanere "a secco".

"Questo è un passo in avanti fondamentale per lo sviluppo dei carburanti alternativi. Rappresenta un accordo equilibrato che tiene insieme sia l’ambizione sia un approccio realistico che rende questa direttiva lo strumento appropriato per creare prospettive di mercato in grado di offrire agli operatori e produttori di certezza legislativa", ha detto Carlo Fidanza (PPE, IT), il relatore e il capo
negoziatore per il Parlamento.

Oltre a cercare di ridurre la dipendenza del settore trasporti, le norme contenute nell’accordo prevedono la riduzione della dipendenza dai combustili fossili, e quindi dal petrolio, come mezzo efficiace per far scendere la produzione di emissioni inquinanti del settore. Per ottenere i risultati sperati, i paesi dovranno elaborare piani contenenti obiettivi che descrivano chiaramente la grandezza dei circuiti delle stazioni di ricarica e di rifornimento garantendo così un network europeo che sia sufficiente al fabbisogno dei mezzi in circolazione. Per tutti i paesi che includeranno nei programmi stazioni di rifornimento per
l’idrogeno vige l’obbligo di progettare una rete che sull’intera superficie sia in grado di garantire, entro il 2025, la sicurezza dei conducenti.

I piani e gli obiettivi nazionali dovranno inoltre garantire che le auto elettriche e i veicoli alimentati a metano possano circolare liberamente nelle città e nelle aree urbane entro la fine del 2020; che camion e altri veicoli che utilizzano gas naturale liquefatto (GNL) e metano possano muoversi liberamente lungo le strade della rete centrale TEN-T europea entro la fine del 2025 e che le navi a metano possano spostarsi tra i porti marittimi della rete TEN-T per la fine del 2025 e tra le reti TEN-T della navigazione interna entro la fine del 2030. Al momento l’accordo informale deve ancora essere approvato dalla Commissione Trasporti del Parlamento europeo e dal Parlamento in aprile, per poi passare al Consiglio.

(della redazione di RINNOVABILI.IT)