Presentato il catasto dei ghiacciai italiani: "In 50 anni la superficie si è ridotta di un terzo"

Presentato da Globe Italia l'aggiornamento stilato dall'università di Milano. Dal 1981 persi duemila miliardi di litri di riserve di acqua nelle Alpi centrali, l'equivalente di 800mila piscine olimpiche o quattro volte il lago Trasimeno

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Il ghiacciaio del Lys 
ROMA - Il "gigante" dei Forni, nel parco dello Stelvio, è diventato un nano: era un enorme ghiacciaio, ora è ridotto in tre tronconi. Stessa sorte per il ghiacciaio del Lys, uno dei più grandi della Valle d'Aosta, ormai spaccato in quattro pezzi, per i ghiacciai della Lex Blanche (sempre in Valle d'Aosta), della Ventina (Lombardia), del Careser e del Mandrone-Adamello (Trentino), della Vedretta Alta e di Vallelunga (Alto Adige).
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Dall'aggiornamento del catasto dei ghiacciai italiani, presentato oggi alla Camera dall'Intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia, emergono dati drammatici. In 26 anni - dal 1981 a oggi - i ghiacciai delle Alpi centrali hanno perso duemila miliardi di litri, l'equivalente di 800mila piscine olimpiche o quattro volte il lago Trasimeno. Vuol dire che le nostre riserve diminuiscono in modo sensibile: abbiamo meno acqua di fusione a disposizione nel periodo estivo, proprio quando serve di più per mitigare le siccità crescenti.
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Dagli anni Sessanta all'inizio del ventunesimo secolo si è registrata una riduzione di superficie del 30% (da 527 a 370 chilometri quadrati), e poi un'ulteriore contrazione del 5% dal 2007 al 2012. La superficie glaciale persa è confrontabile con quella del lago di Como: tutti i ghiacciai si sono rimpiccioliti e 200 sono scomparsi. Un fenomeno legato al susseguirsi di anni record per il caldo: ora il 2015 si avvia a essere il quattordicesimo in fila a battere il primato.

"Gli scenari futuri indicano che un'inversione della tendenza in corso è alquanto improbabile e che nell'arco di pochi decenni si potrebbe realizzare un ulteriore avvicinamento a un paesaggio alpino, più simile ai Pirenei e agli Appennini, ormai quasi totalmente privo di ghiacciai, che sembra il destino inevitabile delle montagne del futuro", spiega Claudio Smiraglia, docente di glaciologia all'università di Milano.  

"I ghiacciai presenti nelle nostre montagne", commenta Stella Bianchi, presidente intergruppo per il clima Globe Italia, "oltre a rappresentare un'importante risorsa idrica, energetica, paesaggistica e turistica, negli ultimi decenni hanno assunto il ruolo di testimoni dei cambiamenti climatici, in particolare dell'attuale fase del riscaldamento globale. Dobbiamo prendere con la massima urgenza le decisioni necessarie a ridurre in modo drastico le emissioni di gas serra e lavorare al successo del vertice Onu di Parigi per restare entro la soglia dei due gradi di aumento della temperatura media globale".