Così la CO2 ce la possiamo bere

Alcuni esperti dicono che sia un po’ liquorosa, altri che al palato sia pulita ma croccante. Tutti sono d’accordo sul fatto ma non bruci la gola nonostante faccia circa 80 gradi. Certo la temperatura del corpo potrebbe salire parecchio dopo il primo bicchiere ma non il termometro del pianeta. Ogni shot di questa vodka è una boccata d’ossigeno per l’ambiente più che un passo in avanti verso il coma etilico
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Alcuni esperti dicono che sia un po' liquorosa, altri che al palato sia pulita ma croccante. Tutti sono d'accordo sul fatto ma non bruci la gola nonostante faccia circa 80 gradi. Certo la temperatura del corpo potrebbe salire parecchio dopo il primo bicchiere ma non il termometro del pianeta. Ogni shot di questa vodka è una boccata d'ossigeno per l'ambiente più che un passo in avanti verso il coma etilico. Questa bevanda è il primo superalcolico distillato solo con acqua e aria o più precisamente con anidride carbonica, il principale gas serra imputato per il riscaldamento globale. La vodka è prodotta dalla start-up di New York, Air Co. che ha brevettato una tecnologia per catturare la Co2 dall'atmosfera e distillarla in una bevanda che l'anno scorso si è aggiudicata una medaglia d'oro nell'ultima edizione dei prestigiosi Luxury Masters, una competizione internazionale dedicata ai distillati di alta qualità che si tiene a Londra. 

Ogni bottiglia costerebbe circa 55 euro e contiene la quantità di anidride carbonica assorbita in un giorno da otto alberi. Peccato che ora siano introvabili perché durante il lockdown che ha costretto alla chiusura l'intero mercato Horeca della Grande Mela, l'azienda si è dovuta riconvertire alla produzione, con lo stesso procedimento, di gel igienizzante per le mani. D'altra parte, la vodka, in mancanza di altro, può servire anche a disinfettare. Quando riprenderà la produzione, bisognerà comunque mettersi in fila per aggiudicarsene una bottiglia. Solo a New York ci sono già in lista di attesa una ottantina tra ristoranti, bar e negozi che hanno firmato contratti di acquisto prima dell'emergenza coronavirus. La prima bottiglia della vodka Air Co. era uscita lo scorso autunno e fino all'inizio dell'anno era ancora disponibile su Drizly, una popolare piattaforma di vendita online di alcolici vari negli Stati Uniti. Non ci sono ancora previsioni certe su quando gli alambicchi torneranno a vaporizzare nella distilleria di oltre settecento metri quadrati costruita da zero dalla start-up nemmeno un anno fa nel quartiere alla moda di Bushwick, a Brooklyn. Secondo quanto ha dichiarato di recente l'azienda, la produzione iniziale post-emergenza coronavirus dovrebbe essere di oltre 1.500 bottiglie, riservate per il momento solo ai consumatori stelle e strisce.

L'intero impianto di produzione è alimentato da una centralina idroelettrica che assicura energia pulita per trasformare un pericoloso gas serra in un'acquavite di qualità. Il processo si chiama riduzione elettrochimica dell'anidride carbonica e trasforma la Co2 in un liquido che si chiama etanolo ed è alcool puro a oltre il 98 per cento. In un secondo momento, il preparato viene distillato, con una tecnologia protetta da segreto industriale, e purificato in una vodka da 80 gradi. Non si tratta comunque di un metodo così esotico. Al contrario, le prime sperimentazioni risalgono a un secolo fa. Solo che nessuno finora aveva pensato di valorizzare l'anidride carbonica con un superalcolico. Insomma, è solo una trovata di marketing o una soluzione allegra al cambiamento climatico? Oltre ad assorbire la Co2, secondo i calcoli della Air Co. che ha commissionato uno studio dettagliato sul ciclo di vita del prodotto, la vodka sarebbe a impatto zero. Anzi, di più: con un saldo negativo tra la Co2 emessa e quella sequestrata. Ciò significa che la manifattura della bevanda assorbe più anidride carbonica di quanta ne emetta tra cattura, purificazione, imbottigliamento e trasporto.

Air Co. si è piazzata anche tra i 10 finalisti del premio Carbon Xprize, una competizione organizzata dal colosso NRG Energy per promuovere nuove tecnologie di sequestro dell'anidride carbonica per contenere il riscaldamento globale dove ci sono in palio quasi otto milioni di dollari.