Giro d'Italia tra orti urbani e giardini esotici. A Roma l'oasi verde anti Covid

Dal 4 settembre a fine ottobre la manifestazione Giardini&Paesaggi aperti. Un viaggio da Tricarico a Moncalieri, dagli orti saraceni pugliesi a spazi verdi dove trovano asilo le api a Potenza

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La cura del paesaggio ci salverà dalla crisi climatica attraverso orti urbani ed esotici profumati di spezie e giardini della pioggia, parchi curati e bioarchitettura. A raccontarlo con 45 esempi concreti e visite attraverso il Paese è la manifestazione Giardini&Paesaggi aperti che parte il 4 settembre. Un viaggio da Tricarico a Moncalieri, dagli orti saraceni dove in Puglia si  coltivano essenze dimenticate, a spazi verdi dove trovano asilo le api a Potenza. Un percorso tra natura e storia da Ravenna dove nascono giardini della pioggia per difendere i centri abitati dalle alluvioni ai tanti orti urbani che si moltiplicano nel paese. Tra aree dimenticate e degradate che rinascono e nuovi ecovillaggi, come quello di Castelnuovo Rangone, realizzato in Emilia con i criteri della bioarchitettura.
 
La manifestazione Giardini&Paesaggi aperti è organizzata dall’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (che riunisce 700 fra professionisti, studiosi e studenti) e si snoda in incontri dal Nord al Sud fino alla fine di ottobre con visite guidate che coinvolgono migliaia di persone. Quarantacinque appuntamenti, storie, viaggi per far toccare con mano quello che  il paesaggio progettato e pensato per la sostenibilità possono fare per combattere gli effetti del cambiamento climatico.

Ecco tutti gli appuntamenti tra cui scegliere per immaginare un futuro diverso, migliore, sostenibile, per scoprire luoghi magici, architettura raffinate, giardini dai disegni raffinati, corsi d’acqua e orti. “E’ un’occasione per mostrare i benefici che gli interventi di architettura del paesaggio possono avere”, spiega Maria Cristina Tullio, presidente Aiapp. “Attraverso visite guidate, incontri, convegni, si illustrano interventi capaci di mitigare tali criticità, intervenendo dalla grande alla piccola scala. Dalla progettazione alla pianificazione territoriale; dall’ecologia urbana al progetto di restauro dei giardini storici; dalla progettazione di spazi pubblici alla sistemazione di giardini privati”.
 
Tra i vari appuntamenti sparsi per il territorio il Parco dei Colli di Bergamo, Pantelleria dai terrazzamenti e muri a secco denominati "giardini" che recintano un unico arancio o la particolare tecnica locale di coltivazione della vite ad alberello. Mentre a Roma il 5 settembre ci sarà una installazione in piazza Tevere il cui obiettivo è rendere gli spazi della città nei giorni del Covid poi salubri, accoglienti, a prova di distanziamento sociale ma che al tempo stesso consentano l'intrecciarsi di rapporti umani. L'installazione prevede la disposizione di 4.600 metri quadrati di prato e 40 alberi tra ponte Sisto e ponte Mazzini: un chilometro di benessere, paesaggio e di storia realizzato unendo idealmente le due sponde del fiume attraverso un prato verde attrezzato, adagiato sulle banchine fluviali.