Il lago Miage, in Val d'Aosta 

Allarme senza fine per i ghiacciai italiani

Le nostre più preziose riserve d'acqua negli ultimi 12 anni hanno perso il 13% della loro superficie. Regredisce il Gran Paradiso, la Marmolada potrebbe sparire in 15 anni. "Serve unione per arginare la crisi climatica"

1° minuti di lettura
Agghiacciante. In una parola, è la condizione dei ghiacci italiani: ormai dimezzati, si trovano in una situazione talmente preoccupante che dovrebbe lasciarci esterrefatti. Le nostre più preziose riserve d'acqua, complice il surriscaldamento globale, soltanto negli ultimi dodici anni hanno perso il 13% della loro superficie. Dall'enorme regresso della fronte del ghiacciaio del Gran Paradiso alle stime di quello della Marmolada che potrebbe scomparire entro 15 anni.
(a cura di Paola Cipriani, Gaia Scorza Barcellona e Giacomo Talignani)

Il tasso di scomparsa dei ghiacciai corre veloce, di pari passo alla crisi climatica, con stime recenti che ci indicano una perdita fra il 30 e il 60% delle superfici. Oggi le nostre secolari riserve, fondamentali per gli equilibri degli ecosistemi e fonte di meraviglia e i turismo per i visitatori dell'arco alpino, sono sempre più piccoli, neri, ricchi di microplastiche inquinanti, coperti di detriti e assottigliati per spessore. Quest'estate il Comitato glaciologico italiano, che osserva l'andamento dei ghiacciai ed è preoccupato per l'assenza di "movimento" di questi, insieme a Legambiente ha effettuato la Carovana dei ghiacciai, una campagna per osservare da vicino lo stato di salute dei ghiacciai.

Degli oltre 900 corpi glaciali italiani sono stati scelti 12 ghiacciai rappresentativi per caratteristiche e condizioni: per tutti è stato registrato un arretramento delle fronti e là dove un tempo c'era un mare di ghiaccio oggi si registra un "deserto di sassi e rocce". Condizioni che alle prime piogge o eventi meteo intensi danno vita a frane, crolli e distacchi, creando nuove emergenze. Durante tutta la carovana c'era Vanda Bonardo, naturalista di Legambiente. Dice che "la fotografia generale è peggio di quanto immaginassi".

(a cura di Claudio Campanella)

Il ghiacciaio del Miage, in Val D'Aosta, nell'arco di trent'anni è sprofondato di 30 metri, "come un palazzo di 10 piani. Da bianco ora è nero, coperto di detriti, irriconoscibile".  Poi i cinque ghiacciai del Rosa (Indren, Bors, Locce, Piode e Sesia-Vigne): "Anziché un mare di ghiaccio adesso sembra di stare su Marte. Qui importanti vie alpinistiche stanno diventando pericolose". Forni e Sforzellina "si riducono a vista d'occhio". La Marmolada "tentano di salvarla con teli enormi, per mantenere qualche pista, ma le previsioni sono tragiche". Il Fradusta "a inizio secolo aveva una superficie di 150 ettari, oggi sono appena 3. Forse il peggiore di quelli osservati". Il Montasio in 30 anni ha ridotto lo spessore di 34 metri. "Non so - chiosa preoccupata Bonardo - se ce ne rendiamo conto: ma prima di perderli del tutto è necessario ripensare al futuro delle montagne e unirci al più presto per arginare la crisi climatica".