MUSICA VERDE

Quel "palco a pedali" dei Têtes de Bois

Têtes de Bois (foto: Facebook
Dieci anni fa l'idea geniale per far sì che i concerti diventassero davvero sostenibili: collegare un numero sufficiente di biciclette all'impianto di amplificazione e luci e sfruttare l'energia prodotta dal pubblico pedalante per caricare una dinamo e far andare lo show. Un palco eco. Idea semplice e pulita piaciuta anche a Greta Thunberg che se l'è fatto prestare quando è venuta in Italia
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Dieci anni fa Andrea Satta, musicista e frontman dei Têtes de Bois, aveva avuto un'idea geniale per poter fare in modo che i concerti diventassero davvero energeticamente sostenibili: il "palco a pedali". Idea semplice e pulita: mettere collegare un numero sufficiente di biciclette all'impianto di amplificazione e luci e sfruttare l'energia prodotta dal pubblico pedalante per caricare una dinamo e far andare lo show.

Oggi, dieci anni dopo, nel pieno dell'era Covid, del distanziamento sociale e del pubblico limitato ai concerti, l'idea di Satta diventa attualissima: "Certo, perché il nostro set a pedali era già distanziato", ci dice, "la bicicletta è uno sport che puoi fare da solo stando con gli altri, e per vedere un concerto in bici più vicino ad un altro non puoi stare. Basta un filo abbastanza lungo per collegare tutta la civetteria e portare l'energia sul palco. Oltretutto ognuno può portare la propria bicicletta da casa, e ridurre anche l'impatto dei trasporti, non c'è ulteriore inquinamento come sei venuto te ne vai. E se vuoi stare vicino ai congiunti puoi". Un idea semplice ed efficace che i Tetes De Bois hanno portato in giro con successo in tutta Italia e che oggi può essere una piattaforma per poter dar vita ad altri eventi: "E' semplice, il palco può essere non solo il nostro, si può fare un cinema a pedali, teatro a pedali, magari anche uno spettacolo di maghi e illusionisti...". 

Satta e i Têtes de Bois hanno sembra avuto una particolare attenzione per le tematiche ambientaliste, sono stati tra i primi a muoversi con coerenza su questo terreno nella scena musicale italiana: "Orgoglioso? No, diciamo che cerco di essere una persona attenta a quello che accade nel nostro mondo. Certo all'estero c'è un po' più di disponibilità da parte degli artisti nel muoversi in prima persona su queste tematiche, in Italia, paese che ha risorse ambientali e territoriali straordinarie, invece siamo solo ai primordi. E' importante che i grandi artisti popolari si spendano su questi temi, sono loro che ruotano la bussola, io contribuisco ma un grande nome muoverebbe molte più coscienze e molta più attenzione".

Intanto il palco a pedali ha comunque fatto breccia nel cuore dei più giovani, i Têtes de Bois lo hanno prestato addirittura a Greta Thunberg quando è venuta a parlare a Roma a Piazza del Popolo lo scorso anno "ed è stato molto bello avere sotto al palco ragazzi che avevano cinque o sei anni quando il palco a pedali è partito la prima volta".