Mano nella mano per trasformare i sistemi agroalimentari in Europa, Asia centrale e oltre

La vendemmia nelle Langhe (Credits: Getty Images) 
Le conseguenze della pandemia hanno messo ulteriormente sotto pressione la situazione generale dell’alimentazione. Il cibo non manca, ma le crisi economiche e i posti di lavoro persi limitano sempre più, per molti, la possibilità di accedere a cibi nutrienti e diete sane
3 minuti di lettura
Anche prima della pandemia da Covid-19, la sostenibilità dei sistemi agroalimentari era già motivo di preoccupazione nella regione, sia per la crescita dell’obesità (circa il 23% della popolazione adulta in Europa e il 18% in Asia centrale) e delle malattie non trasmissibili ad essa associate, sia per l’aumento della denutrizione e delle carenze di micronutrienti in alcuni paesi.

Le conseguenze della pandemia hanno messo ulteriormente sotto pressione la situazione generale dell’alimentazione. Il cibo non manca, ma le crisi economiche e i posti di lavoro persi limitano sempre più, per molti, la possibilità di accedere a cibi nutrienti e diete sane.

Le catene regionali di fornitura alimentare funzionano bene, grazie soprattutto all’impegno degli agricoltori, che hanno compiuto sforzi tremendi per continuare a produrre e raccogliere nonostante la pandemia e le relative misure di contenimento. In Europa e Asia centrale, molti piccoli agricoltori e agricoltori familiari affermano di aver usato i risparmi personali per pagare i costi delle loro attività, a scapito delle condizioni di vita dei loro nuclei familiari. E l’85% sottolinea che la sopravvivenza dipende dai continui aiuti statali per coprire le spese correnti.

In questo scenario, servono politiche adeguate e partenariati pubblico-privato per soddisfare le esigenze dei produttori di cibo e migliorare la sostenibilità dei sistemi agroalimentari. Le questioni collegate, come la salubrità alimentare, la conservazione della biodiversità e l’innovazione digitale saranno fra i punti principali nell’agenda della Conferenza regionale.
Le tecnologie digitali come le immagini satellitari, i sensori a distanza, e le applicazioni mobili e blockchain promettono cambiamenti rivoluzionari per piccoli agricoltori e consumatori. Fra gli altri vantaggi, possono contribuire a ottimizzare le catene alimentari, a migliorare l’accesso ai mercati, a ridurre perdite e sprechi alimentari, a migliorare la gestione idrica e a combattere parassiti e malattie.

Ma Europa e Asia centrale non devono limitarsi a discutere della prospettiva regionale. Quest’area geografica vanta conoscenze ed esperienze di valore inestimabile per promuovere lo sviluppo sostenibile in tutto il mondo, e il sostegno finanziario dei paesi europei è fondamentale, da tempo, nel combattere fame e povertà nei paesi in via di sviluppo di Africa, Asia e America Latina.

Nel 2019, prima del Covid-19, in tutto il mondo circa 690 milioni di persone erano denutrite. Le ultime analisi condotte dalla FAO indicano che la pandemia potrebbe aggiungere 132 milioni di persone alla popolazione denutrita della Terra. Inoltre, circa 4,5 miliardi di persone dipendono dai sistemi agroalimentari per i loro mezzi di sussistenza e per nutrire se stessi e le loro famiglie.
La pandemia ha ribadito l’importanza del “non lasciare indietro nessuno” – principio ispiratore dell’Agenda 2030. Oggi più che mai, governi, organizzazioni internazionali, settore privato, società civile, mondo accademico e altri partner importanti devono collaborare strettamente per affrontare e superare le sfide che ci attendono.

La costituzione di partenariati è al centro delle iniziative della Fao per promuovere sistemi agroalimentari sostenibili e, in ultima analisi, debellare la fame e la povertà. Con la “Nuova strategia per l’impegno del settore privato”, la Fao punta a collaborare con il settore privato per sostenere e promuovere l’innovazione e gli investimenti, mobilitare le competenze scientifiche, generare dati per monitorare gli Oss, mettendo in comune risorse, reti, conoscenze e tecnologie.

La Fao, inoltre, collabora con parlamentari di tutto il mondo, in quanto partner strategici per migliorare i quadri giuridici, adottare politiche specifiche e invocare lo stanziamento di risorse per l’attuazione di tali politiche nei settori agricolo e alimentare.
Prima della pandemia, la Fao aveva lanciato l’Iniziativa “Mano nella mano”, che punta ad abbinare paesi donatori e paesi destinatari per accelerare l’innovazione, gli investimenti, il cambio istituzionale, la trasformazione agricola e lo sviluppo rurale sostenibile sulla base di dati e informazioni. L’Iniziativa si affida a tecnologie di punta, come la Piattaforma di dati geospaziali dell’Iniziativa “Mano nella mano”, che fornisce informazioni fondamentali per il livello decisionale, e il Laboratorio di dati per l’innovazione statistica, che unisce fonti non convenzionali, big data, intelligenza artificiale e scienza dei dati per il livello decisionale e la valutazione dell’impatto. Sono già 29 i paesi che partecipano all’Iniziativa e altrettanti si dicono interessati ad aderirvi nei prossimi mesi.

In risposta alla pandemia, la Fao ha sviluppato il Programma di risposta e ripresa dall’emergenza Covid-19, progetto olistico e onnicomprensivo, per incidere a livello globale, regionale e nazionale. È stato elaborato per alleviare le conseguenze socioeconomiche immediate e per rafforzare la resilienza a lungo termine dei sistemi alimentari e dei mezzi di sussistenza – in linea con l’approccio “costruire per trasformare” dell’Onu e in stretta collaborazione con vari partner. Serve un cambiamento radicale nel nostro modo di gestire la biodiversità, di produrre e consumare il cibo e di interagire con la natura, se vogliamo ricominciare meglio dopo la pandemia da Covid-19 e centrare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per tutto il 2020, la Fao si è impegnata a tenere vive le catene di valore alimentare, sottolineando come solo collaborando e commerciando liberamente i paesi potranno superare questa crisi. Molti paesi in questa regione stanno producendo chiaramente degli sforzi per migliorare la loro politica commerciale agroalimentare e noi li incoraggiamo a continuare su questa strada.
 
Il 75° anniversario della Fao, celebrato solo pochi giorni fa, è un traguardo storico, che rafforza il nostro impegno per consentire a tutti di accedere a un cibo nutriente e per debellare la fame una volta per tutte.
 
La 32a Sessione della Conferenza regionale per l’Europa della Fao è un’occasione importante per far sì che questo impegno venga tradotto in azione.
 
Idee nuove, partenariati forti e modalità nuove di lavoro per centrare i nostri obiettivi comuni: produzione migliore, alimentazione migliore, ambiente migliore e una vita migliore.

*Di QU Dongyu è direttore Generale della Fao, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura