Il libro

Quelli che lavorano per salvare la Terra

Stefano Liberti racconta i disastri ambientali ma spiega anche l’impegno di chi opera per fermarli. E dimostra che il destino non è ineluttabile: tutto dipende da noi
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Il fatto che i ghiacciai si siano ridotti di un terzo negli ultimi 50 anni non è un problema che riguarda solo gli appassionati di alta montagna, perché vuol dire meno acqua e temperature più alte in pianura. La perdita in Italia di 200 mila arnie l'anno non è un problema che riguarda solo gli apicoltori perché le api sono gli impollinatori di gran parte delle piante alimentari e se loro non volano più il problema arriva alle nostre tavole. Pensiamo che il cambiamento climatico metterà a rischio il futuro colpendo già nel presente.

Stefano Liberti ci porta sui ghiacciai lombardi, ci accompagna lungo il Po, ci guida a Venezia dove la terra scende e il mare sale, a Roma dove nel 1975 c'erano 7 giornate in cui il termometro superava 32 gradi mentre oggi sono 32, nella Sicilia che si sta desertificando. Il suo libro "Terra Bruciata" racconta il disastro attraverso l'impegno e i risultati di chi sta lavorando per contrastarlo. Ne esce una Italia pessima e straordinaria insieme, generosa e cinica, proprio come è: tanto impegno individuale e poco collettivo, poco sistema, poca visione del futuro e poca consapevolezza del presente. Oggi in Italia si contano in media cinque eventi climatici estremi al giorno. La ragione è che l'Italia è un "hotspot climatico" un luogo dove il fenomeno è più accentuato.

La natura, madre generosa con questo Paese bellissimo, è anche un po' matrigna. Abbiamo il privilegio di essere in mezzo al Mediterraneo che però si riscalda più velocemente degli altri mari (più 1,4 gradi contro più uno della media globale) e quindi aumenta il suo livello e si mangia le nostre coste. Noi umani ci abbiamo messo del nostro disboscando e cementificando. La collana di esperienze positive che Liberti racconta ci dice però che questo destino non è ineluttabile, che se noi cittadini ci svegliassimo e la politica scoprisse un po' di saggezza potremmo ridurre il nostro impatto negativo e consentire alla natura di adattarsi ai cambiamenti, come ha sempre fatto fino a che noi moderni non abbiamo creduto di poterne impunemente cambiare il corso.

Terra bruciata
di Stefano Liberti (Rizzoli)
(pagine 286, euro 20)