L'intervento

Stop Global Warming, 45 mila firme per la tassa sulle emissioni di CO2

Tra i primi firmatari dell'iniziativa dei Cittadini Europei Mogens Lykketoft, che ai tempi degli accordi di Parigi era il Presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Non possiamo perdere l'ultima chance per contrastare il riscaldamento globale. Serve una normativa che scoraggi il consumo di combustibili fossili e incoraggi il risparmio energetico e l'uso di fonti rinnovabili
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Solo un accordo internazionale, di dimensione quantomeno continentale, può intervenire a fornire garanzie sul comportamento di ciascun Paese. È quanto propone l’Iniziativa dei Cittadini Europei StopGlobalWarming.EU, che ha tra i primi firmatari proprio da quel Mogens Lykketoft che ai tempi degli accordi di Parigi era il Presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Oggi Lykketoft è il miglior testimonial possibile della necessità di non perdere l’ultima chance per salvare quegli accordi aggiungendo la forza di ciò che finora è mancato: uno strumento vincolante in grado di affrontare la questione dei soldi, da impiegare subito. Si tratta del tema finora sostanzialmente eluso in tutti i roboanti preannunci di un mondo carbon-neutral tra 30-40-50 anni, che però rimangono particolarmente vaghi sul percorso da compiere per centrare gli obiettivi e sulle risorse da mobilitare.

Stop global warming: la campagna europea per tassare le emissioni di CO2


“Chiediamo alla Commissione europea - recita il testo dell'iniziativa elaborata con Alberto Majocchi e Monica Frassoni e sottoscritta già da 45.000 cittadini - di proporre una normativa dell'Ue che scoraggi il consumo di combustibili fossili, incoraggi il risparmio energetico e l'uso di fonti rinnovabili per combattere il riscaldamento globale e limiti l'aumento della temperatura a 1,5ºC.

La nostra proposta introduce un prezzo minimo per le emissioni di CO2, partendo da 50 euro per tonnellata di CO2 dal 2020 fino a 100 euro entro il 2025. Al contempo, la proposta punta ad abolire l'attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell'Ue e introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da Paesi terzi, in modo da compensare i prezzi più bassi delle emissioni di CO2 nel paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni di CO2 verranno dirottate verso le politiche europee che sostengono il risparmio energetico e l'uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l'imposizione fiscale sui redditi più bassi".

L’Iniziativa dei Cittadini Europei non è una semplice petizione online, ma ha valore formale Se un milione di cittadini da almeno sette Paesi europei andranno sul sito Stopglobalwarming.eu e sottoscriveranno lasciando il proprio numero di documento d’identità (come previsto dalle regole dell’Unione europea) la Commissione presieduta da Ursula von der Leyen avrà l’obbligo di rispondere ai cittadini europei su una misura osteggiata da alcuni governi, ma in sintonia con i propositi della Commissione stessa e del Parlamento Ue.

Le ultime parole della proposta sono imprescindibili per garantirne la sostenibilità politica: “ridurre l'imposizione fiscale sui redditi più bassi". Restituire ai cittadini sotto forma di riduzione delle tasse i soldi raccolti con la tassazione della CO2 è l’unico modo per evitare che le misure per combattere il riscaldamento globale provochino rivolte come quelle scoppiate con i Gilet gialli in Francia, favorendo però chi investe nella riduzione delle emissioni. Se la politica ufficiale dei partiti nazionali non osa affrontare il tema, questa è l’occasione perché siano i cittadini europei a farlo.

Marco Cappato, presidente di Eumans