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Ambiente

Il traliccio che non rovina il paesaggio

Germoglio
Germoglio 
Il classico traliccio dell’alta tensione ha fatto il suo tempo. Le società come Terna che trasmettono energia elettrica ora adottano soluzioni innovative, puntando a mimetizzare le infrastrutture con i colori predominanti del cielo e della campagna o a cercare linee armoniche che attraversino con leggerezza i luoghi più belli e tutelati
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Realizzare un traliccio elettrico in armonia con la natura potrebbe sembrare una contraddizione. I piloni tradizionali sono il simbolo stesso dell’intervento altamente impattante dell’uomo sull’ambiente naturale, rurale, urbano. "Soldati industriali in marcia attraverso il paesaggio", li definisce l’architetto torinese Giorgio Rosental, "gabbie in acciaio galvanizzato, strutture ottimizzate ed efficaci, ma senza poesia".

Il classico traliccio dell’alta tensione ha fatto il suo tempo. Nel nome del rispetto del paesaggio e della ricerca del minimo impatto ambientale, le società di trasmissione dell' energia elettrica stanno adottando soluzioni innovative, puntano a mimetizzare le infrastrutture con i colori predominanti del cielo e della campagna o a cercare linee armoniche che attraversino con leggerezza i luoghi più belli e tutelati.

Proprio Rosental, assieme allo studio parigino dell’architetto britannico Hugh Dutton, una decina d’anni fa ideò il sostegno Germoglio, dalle linee morbide e slanciate, e vinse il concorso "I tralicci del futuro". I piloni sono realizzati in lamiera tagliata al laser e piegata a freddo secondo forme prestabilite. Partono con una sezione a diamante alla base e si trasformano gradualmente in triangoli verso le estremità dei rami. Rosental li vede "danzare con il paesaggio, inclinarsi per esprimere le forze variabili che sono loro applicate, come un uomo che si sbilanci contro il vento forte per cercare l’equilibrio". I Germogli Rosental-Dutton sono stati utilizzati da Terna per un tratto dell’elettrodotto a 380 kV Trino-Lacchiarella, tra Piemonte e Lombardia.

Da tempo la società che gestisce la nostra Rete di trasmissione nazionale si è posta l’obiettivo di rendere questa infrastruttura primaria, oltre che efficiente e sicura, anche sostenibile e in grado di integrarsi con il paesaggio circostante. Non è un lavoro che può essere fatto dall’oggi al domani, perché le linee che attraversano contesti tipicamente extraurbani —  valli, fiumi, montagne — hanno uno sviluppo di oltre 74 mila chilometri e sono sorrette da 240 mila tralicci. Ma la strada è tracciata. 

Lungo la linea Tavernuzze-Santa Barbara in Toscana, per esempio, dove Terna ha installato i piloni disegnati dall’archistar inglese Norman Foster. O con la costruzione del sostegno Monostelo, a basso impatto ambientale perché permette di ridurre di 15 volte l’ingombro al suolo rispetto a un normale traliccio tronco piramidale. L’area occupata si restringe da 150 a 10 metri quadrati. La versione light di Monostelo è stata utilizzata nel delicato alveo del torrente Sturla, a Genova: una scelta che ha permesso di ridurre dell’80% il volume delle fondazioni rispetto al passato, pur preservando la loro solidità strutturale con l’ancoraggio di micropali al substrato roccioso.
 
Anche in altri paesi europei le linee elettriche non sono immobili. Il Regno Unito, per ampliare e rinnovare le sue infrastrutture ha adottato il T-Pylon, progettato dalla società danese Bystrup, struttura che pone grande attenzione a materiali e trattamenti superficiali, riducendo al minimo l'altezza, la larghezza, il diritto di passaggio, i campi elettromagnetici, il rumore e l’impronta ecologica.

In Danimarca, ancora Bystrup ha realizzato Eagle Pylon, un sinuoso sostegno premiato come best practice a Berlino dalla Renewables Grid initiative (Rgi), associazione tra ong e gestori europei delle reti di trasmissione, nata per promuovere uno sviluppo della rete equo, trasparente e sostenibile e per consentire la crescita delle energie rinnovabili. Design e decarbonizzazione a volte vanno di pari passo.
 

Fingrid, infine, l’operatore della rete in Finlandia, consapevole dell’impatto che piloni e cavi hanno sull’ambiente, studia e tutela gli effetti positivi sulla biodiversità delle nuove linee di trasmissione. Le radure lineari realizzate negli sterminati boschi scandinavi, necessarie per la manutenzione delle infrastrutture, possono trasformarsi in habitat alternativi per quelle specie che hanno sofferto a causa della riduzione dei prati. Le radure diventano così rifugi preziosi per animali e piante, dalla lucertola delle sabbie alla cavalletta sonaglio, dalle farfalle in via di estinzione alle specie che vivono nelle torbiere.