Via la plastica, se l'acqua sceglie il brick

(Credits: Acquainbrick.it) 
Un contenitore in tetrapak totalmente riciclabile e composto per oltre il 70% da materia prima di origine vegetale. E' l'idea della startup Acquainbrick pronta a lanciare la sua prima raccolta di fondi su Mamacrowd
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Il brick in cartone come icona della rivoluzione plastic free. L’acqua da portare con sé non più nelle bottigliette di plastica, ma nei contenitori di tetrapak. È l’idea lanciata dalla startup Acquainbrick. Per potenziarla, l’azienda punterà su una campagna mediatica che concentrerà nel corso del 2021 e che sosterrà attraverso la sua prima raccolta di fondi su Mamacrowd, la piattaforma di equity crowdfunding più grande d’Italia per capitale raccolto.

Acquainbrick, società modenese gestita dai cinque fondatori, vuole concretizzare il concetto di acqua sostenibile, cambiando il modo in cui si beve fuori di casa. La chiave è il contenitore in tetrapak totalmente riciclabile e composto per oltre il 70% da materia prima di origine vegetale, un packaging già riconosciuto in altri settori che va sdoganato anche per l’acqua. Perciò, occorre spiegare in maniera corretta le sue caratteristiche.

Con l’iberica Ly Company, azienda pioniera nel mondo per il commercio di acqua in cartone, Acquainbrick ha superato il traguardo di un milione e 200 mila brick distribuiti nel primo anno di lavoro. L’obiettivo per la primavera prossima è avviare la produzione italiana, tra le colline tosco-romagnole di Marradi, per ottenere una maggior diffusione del prodotto.

La raccolta di fondi, già partita online, sosterrà il progetto. Gli investitori potranno usufruire di agevolazioni fiscali, sconti e forniture gratuite di acqua in cartone, oltre che dell’omaggio di un albero. La soglia minima della campagna è di 80mila euro, quella massima di 350 mila; si possono sottoscrivere quote a partire da 250 euro. Buona parte del ricavato sarà spesa per la comunicazione mediatica.

Acquainbrick, inoltre, finanzia iniziative come quelle della ong Pozos Sin Fronteras, che costruisce pozzi artesiani nelle comunità che soffrono per scarsità d'acqua, ed è attiva nel riciclo degli scarti non di cellulosa dei brick, oltre che nella ricerca di materiali alternativi in ottica di circolarità.