La "Terra Carta" del principe Carlo d'Inghilterra

Da sempre sensibile all'ambiente, ha lanciato l'iniziativa - prendendo spunto dalla Magna Carta del 1215 - per unire le forze delle industrie, dei governi, della filantropia e della tecnologia e salvare il mondo con atti concreti e soldi ben spesi: piano d'azione immediato, in 10 punti
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Il principe Carlo ha lanciato l'iniziativa più importante della sua vita, una "Terra Carta" che unisca le forze delle industrie, dei governi, della filantropia e della tecnologia per salvare il mondo con atti concreti e soldi ben spesi. L'ha chiamata così per ricordare la Magna Carta che un predecessore di sua madre, Re Giovanni Senza Terra, firmò nel 1215 riconoscendo per la prima volta i diritti degli individui. Ora sono in gioco i diritti della natura, del pianeta e delle future generazioni, e non c'è più tempo da perdere.  



Molti sono convinti che il principe passi il tempo in ozio con Camilla, ma l'agenda dei suoi impegni pubblici è immensa, ora che deve accollarsi anche quelli dei genitori anziani, bloccati dal Covid, quelli del fratello Andrea, squalificato a vita, e parte di quelli dei "disertori" Harry e Meghan, fuggiti in America. Nel 2020 Carlo ha anche trovato il tempo di fare centinaia di telefonate per mettere insieme una coalizione di volenterosi disposti a porre la sostenibilità al centro dei loro programmi. Tutti rispondono, quando al telefono c'è l'erede al trono del Regno Unito, e molti hanno anche detto di sì. Tra questi, ci sono già Bank of America, HSBC, Coutts, AstraZeneca, Schroders, Heathrow Airport e BP.  


Ma qual è il progetto di Carlo? "Terra Carta" è un documento di 17 pagine che prevede un piano d'azione immediato, scandito in 10 punti, per le imprese disposte a seguire una tabella di marcia per un futuro più sostenibile nel settore privato. Prevede inoltre una "Natural Capital Investors Alliance", che conta di raccogliere entro due anni 10 miliardi di dollari per iniziative verdi. Chi aderisce al progetto dovrà stanziare fondi da investire nel "capitale naturale", riducendo le emissioni, stimolando la crescita economica sostenibile e ripristinando la biodiversità. Le industrie dovranno anche impegnarsi a difendere le tradizioni, la cultura, i prodotti e i posti di lavoro locali.

"Per garantire il nostro futuro - ha detto il principe del Galles - non abbiamo altra scelta che fare in modo che ogni giorno conti, e dobbiamo cominciare oggi. Faccio un urgente appello ai leader, di tutti i settori e di tutto il mondo, a dare il loro sostegno a questa 'Terra Carta', per fare in modo che la prosperità sia in armonia con la natura, le persone e il pianeta nel prossimo decennio. Incoraggio in particolare gli operatori dell'industria e della finanza a fornire una guida pratica a questo progetto comune, poiché solo loro sono in grado di mobilitare l'innovazione e le risorse necessarie per trasformare la nostra economia globale".

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Carlo ha sottolineato l'enorme progresso conseguito dall'umanità negli ultimi decenni, ma ha ricordato che questo progresso "è stato anche causa della distruzione di gran parte del mondo nel quale viviamo". L'iniziativa del Principe cade nel cinquantenario del suo primo discorso in favore dell'ambiente, tenuto quando aveva solo 21 anni, contro il pericolo rappresentato dai rifiuti della plastica. "Tutti mi consideravano picchiatello", ha ricordato, ma il tempo gli ha dato ragione.  

Se le vicende del suo divorzio e le dichiarazioni malevole di Diana non ne avessero così profondamente intaccato l'immagine, forse in questi anni si sarebbe parlato di più delle iniziative di Carlo in favore dell'ambiente: l'agricoltura e l'allevamento biologici nella tenuta di Highgrove e nelle sue proprietà in Cornovaglia, le battaglie contro lo scempio architettonico di Londra, le nuove cittadine progettate a misura d'uomo, come Poundbury nel Dorset, le iniziative in favore dei giovani imprenditori, la difesa dell'artigianato, dei prodotti locali, dei tessuti naturali. Molte di queste iniziative hanno anticipato i tempi e sono state spesso ridicolizzate prima che tutti, in seguito alla progressiva gravità del degrado ambientale, non ne capissero l'importanza.  

Perfettamente consapevole che non avrà il tempo per essere ricordato come un grande re, Carlo ha cercato di essere un grande principe del Galles, facendo quello che ancora rende utile una monarchia nel mondo contemporaneo: sfruttare l'enorme influenza derivata dalla propria posizione per convogliare forze verso il bene comune. Ora bisognerà vedere quanti lo seguiranno, ma almeno ha detto che si doveva farlo, e l'ha fatto.