L'esperimento

Così la spirulina riesce ad assorbire CO2 restituendo ossigeno

Nel Padiglione Italia a Expo di Dubai una microalga, grazie a una tecnologia tutta italiana, avrà un grande compito: trasformare l'anidride carbonica prodotta da migliaia di visitatori in ossigeno. Per mostrare il potenziale di sviluppo nella cattura della CO2
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Nello sviluppo e la ricerca di nuove tecnologie sempre più amiche dell'ambiente, e in un contesto dove la cattura di CO2 diventa fondamentale negli scenari per lotta alle emissioni, il prossimo autunno la Tolo Green - società italiana specializzata nella sperimentazione e lo sviluppo delle microalghe - dimostrerà al mondo durante l'Expo tutta la potenzialità delle alghe, in particolare della spirulina. Cinque grandi vasche di coltivazione verranno piazzate all'interno del Padiglione Italia sia per raccontare ai visitatori le capacità delle alghe, grazie all'aiuto di nuove tecniche di coltivazione, di ripulire l'aria, sia per far ragionare i visitatori sull'uso di queste tecniche anche a livello industriale.

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Come spiega Federico Micheli, chief operating officer di Tolo Green, "la spirulina è un'alga vegetale che consuma assorbe e metabolizza CO2 e restituisce ossigeno. Nel nostro contributo a Dubai partiamo da qui, da questa alga fonte di amminoacidi che, dopo averla cresciuta e nutrita in forma biologica prolifera e nel suo processo di crescita assorbe attraverso l'irraggiamento l'energia che serve per fotosintesi. Crescendo assorbe CO2, come quella fornita dall'ambiente dell'Expo: metabolizzerà il respiro dei visitatori ricco di anidride carbonica e rilascerà in atmosfera l'ossigeno". Le tecniche innovative sono soprattutto nella coltivazione, l'uso di vasche e sistemi particolari sino all'illuminazione.
"A Dubai per esempio saremo in un ambiente confinato, senza irraggiamento luminoso diretto, e quindi useremo lampade speciali con una intensità luminosa particolare che ci permette di crescere la spirulina e farla proliferare assorbendo CO2" dice Micheli. Una tecnologia che, applicata a tre diverse microalghe (spirulina, dunaliella e haematococcus) mostrerà tutte le potenzialità dello sviluppo nelle tecniche di cattura della CO2 dell'aria.

 


"Per noi è motivo di orgoglio nostro e dell'italia poter illustrare a tutti i visitatori e i giovani curiosi che parteciperanno all'Expo di Dubai, oltre alle bellezze dell'Italia, anche il sapere di queste tecniche e sistemi che illustreranno le potenzialità delle spirulina. Tradurremo anche in arabo, perché siamo convinti che portare queste tecniche "green" anche in Paesi produttori di petrolio, possa essere un valore aggiunto verso il cambiamento".


In futuro anche in Italia si potrà osservare come funzionano queste vasche espositive. "Stiamo pensando di fare impianti dimostrativi anche in Sardegna. Noi operiamo ad Arborea, dove coltiviamo 10 tonnellate l'anno di spirulina secca, in grandi vasche di novanta metri per nove con uno strato di 25 centimetri. Vasche dove coltiviamo e produciamo spirulina destinata a vari usi". Questa microalga infatti, che a Dubai mostrerà le sue capacità di assorbire CO2 trasformandola in ossigeno, è oggi soprattutto commercializzata "nell'alimentazione umana come integratore proteico di origine vegetale. E' molto completo. Ma è anche ottima nell'alimentazione animale, dato che aumenta le difese immunitarie degli animali, riducendo per esempio la somministrazione antibiotici nei vitelli. Stiamo facendo vari studi su questo. E stiamo anche ragionando a uno spray nasale alla spirulina in grado non di curare, ma sicuramente di aiutare e previene grazie alla creazione di una barriera protettiva che aiuta le difese immunitarie a resistere meglio agli attacchi dei virus".


Chiaramente, nelle sue potenzialità di cattura della CO2 dell'aria, "oggi la coltivazione di spirulina è complementare ad altri impianti, diciamo che aiuta e favorisce, ma servono impianti molto grandi per far sì che sia efficace su larga scala. Crediamo però che in generale per le alghe si arriverà a un salto di qualità diffondendo questi tipi di impianti a livello industriale, e questo è uno dei nostri obiettivi. Anche per questo speriamo di rendere stabile a Dubai (dove l'Expo 2020 a causa del Covid si terrà da ottobre 2021 per i successivi sei mesi, ndr) il nostro impianto anche dopo la fine dell'evento, in modo da far conoscere sempre di più queste tecniche nei Paesi arabi".


Durante l'Expo, grazie a un accordo con il Commissariato per la partecipazione dell'Italia all'Esposizione Universale, la tecnologia che userà le microalghe per la biofissazione dell'anidride carbonica espirata dai visitatori, fornirà inoltre dati e valori in tempo reale sul flusso di aria immessa e purificata, in modo da poter "mostrare a tutti e immediatamente le capacità di queste tecnologie tutte italiane che assicurano una maggiore sostenibilità nel consumo di acqua ed energia per la produzione di proteine dal mondo vegetale e allo stesso tempo per rendere il Padiglione Italia una struttura sana e che respira" chiosa Micheli.