La ricerca

Il traffico compromette le capacità cognitive degli uccelli canori e non solo

L'inquinamento acustico ha già prodotto i suoi effetti negativi anche su altri animali, compresi quelli marini, conclude uno studio scientifico. "Le soluzioni? Cambiare le superfici stradali, pensare a ridisegnare gli pneumatici di un veicolo"
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Il coprifuoco di questo periodo di pandemia ha sottolineato il valore del silenzio notturno. Basta uscire sul balcone di notte per apprezzare i suoni della natura e, soprattutto, l'assenza del rumore del traffico. Noi umani ormai ci siamo quasi assuefatti al rumore delle auto, ai clacson selvaggi, alle accelerate dei presunti piloti cittadini e ai motociclisti che attribuiscono allo scoppiettare delle loro marmitte il piacere della guida. Ma c'è a chi questi rumori provoca problemi molto gravi: un recente studio scientifico, condotto da un team di scienziati statunitensi e pubblicato su The Royal Society, ha evidenziato come l'inquinamento acustico possa addirittura compromettere le capacità di apprendimento degli uccelli canori.

Un vero e proprio choc cognitivo che, in alcuni casi, porta questi volatili a impiegare il doppio del tempo per elaborare delle azioni basilari ed emettere le loro melodie. "Ci aspettavamo che ci fosse una correlazione tra i rumori del traffico e le prestazioni cognitive, ma sono rimasto davvero sorpreso dall'entità dell'effetto che abbiamo osservato", spiega il professore associato della Pacific University Christopher Templeton, uno degli autori dello studio.



Al centro della ricerca c'è stato un campione di diamanti mandarini (Taeniopygia guttata) che è stato osservato in una serie di attività di foraggiamento in presenza o in assenza del rumore del traffico: uno dei test riguardava il recupero del cibo da sotto "coperchi" simili a foglie che gli uccelli dovevano capovolgere per rivelare la ricompensa, in un altro gli uccelli dovevano trovare un cilindro che conteneva un pezzo di cibo. "In alcuni casi, abbiamo osservato che gli animali impiegavano più del doppio del tempo per apprendere nuove abilità quando sentivano il traffico stradale. Ad esempio, per imparare a ricordare la posizione di una ricompensa in cibo gli uccelli hanno bisogno di circa nove tentativi prima di riuscirci, mentre quelli esposti al rumore del traffico hanno effettuato in media 18 prove per imparare lo stesso compito" spiega il professor Templeton.


Ciò che è stato scoperto ha allarmato gli esperti: questo studio dimostra un nuovo meccanismo attraverso il quale il rumore antropogenico può avere un impatto sugli animali, in particolare attraverso l'interferenza cognitiva, modificandone l'apprendimento motorio e quello sociale, e non si esclude che possa anche avere effetti sulle strategie di accoppiamento. "È piuttosto triste. Sta diventando davvero molto difficile trovare ambienti totalmente silenziosi, in cui il rumore umano è assente" sottolinea il professor Templeton che però indica anche alcune soluzioni come "cambiare le superfici stradali, pensare a ridisegnare gli pneumatici di un veicolo". Soluzioni tecnologiche di cui possono beneficiare gli animali, ma anche le persone.



Che i rumori potessero avere un effetto sugli animali era già emerso da altri studi: nell'ottobre scorso era stato pubblicato una ricerca che evidenziava come il blocco del traffico a San Francisco per il lockdown avesse addirittura modificato il canto dei passeri dalla corona bianca, diventato in quel periodo di qualità superiore e più attraente verso gli esemplari femmine. In un altro studio i ricercatori hanno dimostrato l'impatto del rumore del traffico sui grilli: il suono dei veicoli stradali altera la capacità degli insetti nel distinguere tra potenziali compagni sulla base delle loro canzoni di corteggiamento.


Spostandoci poi negli oceani è da tempo che sia sta studiando l'impatto che i sonar, il fracking e la navigazione possano addirittura interrompere la comunicazione di balene, delfini e altri pesci o arrivare a disorientarli.