Stati Uniti

Petaluma: stop ai distributori di benzina. Il buon esempio per dire addio ai combustibili fossili

Petaluma, California (Usa) (foto: Justin Sullivan/Getty Images) 
La cittadina californiana a circa un’ora di auto a nord di San Francisco ha 16 distributori di benzina operanti che garantiscono ai suoi abitanti del perimetro comunale di non trovarsi mai a più di cinque minuti di strada dal rifornimento. E ora guida la campagna per passare dall'energia fossile inquinante a quella pulita
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NEW YORK. Segnatevi questo nome: Petaluma. Perché potrebbe diventare presto la prima città al mondo senza distributori di benzina. Il suo consiglio comunale infatti ha approvato una legge che vieta di costruirne di nuovi, consentendo invece di rimpiazzarli con stazioni per la ricarica delle auto elettriche. L’obiettivo esplicito di chi ha sollecitato l’iniziativa è intralciare la strada all’energia fossile, per accelerare la sua sostituzione con quella rinnovabile e pulita.

Petaluma è una cittadina della California liberal, circa un’ora di auto a nord di San Francisco. Ha 60.000 abitanti e 16 distributori di benzina operanti, che secondo i calcoli delle autorità locali garantiscono a qualunque abitante del perimetro comunale di non trovarsi mai a più di cinque minuti di strada da una pompa di rifornimento. Ciò l’ha trasformata nell’obiettivo ideale della campagna condotta dal gruppo ambientalista Stand.earth, finalizzata alla progressiva sostituzione dell’energia fossile inquinante con quella pulita.

Lo spunto lo ha fornito Safeway, quando ha proposto di costruire un nuovo distributore. Sono immediatamente scoppiate le liti legali per impedirlo, che hanno dato agli attivisti l’apertura politica per entrare in città e suggerire la loro alternativa. Il consiglio comunale l’ha abbracciata, votando all’unanimità il divieto di autorizzare simili strutture. Se una compagnia vuole trasformare un distributore di benzina in una stazione per la ricarica delle auto elettriche, è libera di farlo, a patto che prima ripulisca tutta l’area dalle scorie tossiche lasciate nella terra dai carburanti fossili. Se invece vuole aumentare l’offerta di benzina inquinante, peraltro già sufficiente alle esigenze di Petaluma, dovrà rassegnarsi a rinunciare.

"Questo - ha spiegato il direttore di Stand.earth Matt Krogh - non è un bando dei distributori esistenti, che già garantiscono tutta la fornitura necessaria. L’obiettivo è invece impedire la costruzione di nuove strutture inutili, che mandano fallite quelle già in funzione, creando anche il problema di come riqualificarle". Il risultato di fondo, però, lo ha spiegato con franchezza la consigliera comunale D’Lyda Fischer, che ha presentato la legge: "Lo scopo qui è andare oltre l’energia fossile, e rendere la transizione più facile possibile". Anche perché se non consenti più la costruzione dei distributori di benzina, prima o poi quelli esistenti smetteranno di funzionare.
 

La scelta di Petaluma può sembrare un po’ azzardata, ma secondo gruppi come Stand.earth, la Coalition Opposing New Gas Station e Coltura, non è solitaria. Circa trenta città e contee, dalla California a Seattle, hanno preso o stanno considerando iniziative simili: "Come era successo per il movimento contro il fumo - afferma il sito di Coltura - la coscienza dei pericoli di seconda mano provocati sulla salute e sull’ambiente dai carburanti fossili sta aprendo la strada". Per eliminarli.