Energia

Ecco la super batteria che potrebbe farci dire addio ai carburanti fossili

(foto: Marcus Folino/Chalmers Institute of Technology) 
Il prototipo di batteria "strutturale" della Chalmers University of Technology è in fibra di carbonio e apre la strada verso una soluzione per l'immagazzinamento dell'energia senza massa in veicoli a propulsione elettrica e per altri usi
2 minuti di lettura

BERLINO. Importante passo avanti della ricerca scientifica di eccellenza verso una mobilità sempre più green. Nasce dalle idee ed esperimenti dei ricercatori della Chalmers University of Technology un nuovo modello di batteria strutturale, una super batteria del futuro che oggi offre un'efficienza di 10 volte superiore al prototipo sperimentato finora.

La batteria contiene fibre di carbonio che vengono utilizzate sia come elettrodo, sia come conduttore, sia come veicolo di trasmissione dell'energia. Il nuovo progetto apre la strada verso una soluzione per l'immagazzinamento dell'energia senza massa in veicoli a propulsione elettrica e in altri usi dei motori elettrici per l'addio ai combustibili fossili e alle propulsioni generatrici di emissioni.
(foto: Marcus Folino/Chalmers Institute of Technology) 

La differenza tra la nuova batteria e quelle di uso corrente finora è che queste ultime producono energia e aggiungono peso al veicolo su cui sono montate, ma non contribuiscono a immagazzinare energia. La nuova batterie strutturale invece offre appunto anche questa funzione e riduce considerevolmente il peso delle batterie come parte del peso totale da muovere con propulsione elettrica. Ovvio: riducendone il peso riduce anche l'energia necessaria a muoverlo, oltre a costi e tempi di ricarica.

La nuova batteria, al cui progetto ha partecipato il KTH svedese, forse il massimo centro di studi di eccellenze applicabili alla produzione nella prima potenza nordica, offre una potenza di 24Wh per chilogrammo, cioè circa il 20% delle batterie finora in uso. Ma la minor potenza fornita è uno svantaggio che secondo i ricercatori viene piú che compensato dall'enorme riduzione di peso e di conseguenza dalla riduzione proporzionalmente altrettanto grande dell'energia necessaria a muovere il veicolo, un enorme vantaggio sempre secondo i ricercatori della Chalmers e del KTH, rispetto alle batterie al litio.


E' dal 2007 che si lavora a una batteria integrale leggera di questo tipo, ma questo appare il primo tentativo che può avere successo ed essere abbastanza efficiente e leggero da venire scelto dai produttori di auto e altri veicoli.

"Finora," - spiega il professor Leif Asp della Chalmers, leader del progetto - "le ricerche avevano portato alla capacità di produrre batterie a cellule che offrivano o il peso ottimale o la potenza ottimale, ma non la necessaria simultaneità delle due doti. Adesso il nostro nuovo progetto offre insieme sia una competitiva capacità di immagazzinamento dell'energia sia un peso ridotto, per cui diventa di fatto una componente naturale del peso del telaio del veicolo". E meno peso per batteria significa al limite, se necessario, la possibilità di installarne in numero superiore per aumentare ancora potenza, autonomia, raggio d'azione. La nuova batteria ha un elettrodo negativo di fibra di carbonio e un elettrodo negativo di foglio d'alluminio rivestito di fosfato di ferro al litio. Ulteriori sviluppi del progetto, finanziati dall'Agenzia aerospaziale svedese, porteranno a modelli della nuova batteria con prestazioni ancora superiori.

Sempre secondo Leif Asp, lo sviluppo ulteriore della nuova batteria integrale porterà a una rivoluzione dell'uso personale e pubblico dell'energia elettrica: il modello definitivo della batteria integrale a peso ridotto in futuro potrà consentire la produzione di smartphone, elettrodomestici, ebike, veicoli ma un giorno anche velivoli a propulsione elettrica. A detta della Chalmers university of Technology e del KTH sono già arrivate molte richieste interessate da parte di produttori di ecar, altri veicoli elettrici e persino velivoli.