Biodiversità

Semi conservati in una bottiglia germogliano dopo 142 anni

Verbascum blattaria 
L'esperimento botanico della Michigan State University è stato avviato nel 1879. A fine aprile è stata aperta una bottiglia: a distanza di quasi un secolo e mezzo, 11 piante della stessa specie hanno germogliato. In realtà, per sbaglio
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Le chiamano 'mummie vegetali' o 'semi dormienti' perché possono rimanere sottoterra per centinaia di anni e poi, all'improvviso, crescere e fiorire. Un letargo che può durare ere geologiche e dettato chissà da quali percorsi dell'evoluzione. Si tratta di una resistenza che in molti casi non dipende nemmeno dalle temperature. Per molti semi, non è necessaria la cura criogenica per mantenersi in perfetta forma. Poco più di settimana fa hanno iniziato a germogliare una serie di piante che fanno parte del più antico esperimento sulla longevità dei semi ancora in corso.


Nel 1879 il botanico della Michigan State University William James Beal, racconta il New York Times, riempie venti bottiglie con ognuna cinquanta semi di ventuno specie vegetali, perlopiù invasive, raccolte nelle vicinanze del campus a East Leansing. Secondo il programma originario, per metterne alla prova le capacità di sopravvivenza, queste capsule temporali si sarebbero dovute aprire ogni cinque anni. Ma gli eredi dell'esperimento, che comunque terminerà come da programma originale solo nel 2100, hanno allargato l'intervallo a ogni vent'anni. A fine aprile è stata aperta una bottiglia e, a distanza di 142 anni, undici piante tutte della stessa specie sono risorte. Per errore.

Pare che il Verbascum blattaria, un'erbacea di origine euroasiatica molto diffusa anche in Italia dove è conosciuta come verbasco, sia finita nell'esperimento per sbaglio. Il botanico ottocentesco aveva in mente un'altra varietà, il cosiddetto Tasso barbasso (Verbascum thapsum). Ma non è andata così, per fortuna. Dei cinquanta semi di Verbascum blattaria presenti nelle bottiglie aperte fino ad oggi, 31 sono germinati dopo mezzo secolo, 34 dopo sessant'anni anni e 11 lo scorso aprile dopo 142 anni confermando il primato di questa specie come campione assoluto dell'esperimento.

Questo verbasco, con foglie barbose e gli stami porporati e leggermente pelosi, è stato introdotto nel Nord America nel XIX secolo ha velocemente colonizzato i prati incolti di questa area verde del Midwest tanto da essere considerata ancora oggi una specie altamente invasiva.

Oltre alle capacità di sopravvivenza dei semi, che vengono studiate da una disciplina che si chiama ecologia della resurrezione, la tenacia di questo verbasco può mettere a rischio eventuali programmi di recupero degli habitat. Se può rimanere in sonno sottoterra per oltre un secolo è un pericolo costante di cui bisognerà tener conto perché potrebbe spuntare all'improvviso in aree dove sono in corso interventi per ripristinare la vegetazione selvatica. Non a caso molte di queste piante infestanti sono famose per essere un osso duro. Ma i semi di verbasco che fanno parte di quest'ultima bottiglia aperta e non sono ancora germogliati saranno comunque sottoposti a diversi trattamenti, come il bagno di vapore o gli ormoni, per verificarne eventuali tracce residue di vitalità.

l Verbascum blattaria non è l'unica pianta che ha così tanta pazienza. Nel 2012 in Siberia è stato ritrovato e riprodotto in laboratorio un deposito di semi di una pianta endemica dell'area, la Silene stenophylla, risalente a 32 mila anni fa. Molto del materiale, ormai inattivo, era sepolto sotto uno strato di quasi quaranta metri di permafrost dove era stato occultato da uno scoiattolo preistorico. Ma una piccola parte dei tessuti era sopravvissuta ed è stata riprodotta con successo in vitro riportando alla luce una varietà di Silene ormai estinta. Il codice genetico di questi semi è ora in fase di studio e sequenziamento alla University of Natural Resources And Life Sciences di Vienna.

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Ma nella lista di questi highlander ci sono anche sei piante di palma da dattero che crescono da una partita di semi di circa duemila anni fa recuperata nel sito archeologico di Masada, teatro di un drammatico assedio in epoca romana.