Tecnologia

Il legno trasparente è agli agrumi

Un foglio di legno trasparente. Céline Montanari 
I ricercatori dietro lo sviluppo del legno trasparente presentano una nuova versione del loro prodotto, ancora più green assicurano, grazie all'utilizzo di una sostanza proveniente dalla buccia degli agrumi
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Un'idea o un'invenzione spesso non sono che il primo passo di un lungo percorso, fatto di upgrade e migliorie. E sembra essere questo il destino del legno trasparente: un materiale vecchio ma nuovo, in continua evoluzione, grazie alle intuizioni e al lavoro dei ricercatori del KTH Royal Institute of Technology (Stoccolma) che lo hanno sviluppato, ormai qualche anno fa. Ma che hanno continuato a seguire il progetto presentandolo via via sotto nuove forme, con nuove caratteristiche. Stavolta, raccontano sulle pagine di Adavanced  Science, ci hanno messo dentro persino degli agrumi, nel tentativo di sviluppare un materiale sempre più green.

D'altronde lo avevano promesso, ed era nei loro piani. Quando un paio di anni fa annunciavano la creazione del loro legno trasparente, capace di assorbire e riemettere calore, precisavano di essere già lavoro per sostituire la matrice acrilica con un polimero di derivazione biologica. Quando infatti si rimuove la lignina del legno – delignificandolo, per renderlo trasparente – il legno perde forza, e per questo venivano usati spesso polimeri provenienti da fonti non rinnovabili. E non si tratta di poco materiale: la matrice polimerica usata per riempitivo e conferire forza al legno trasparente conta per circa il 70% del volume, ricordano nel paper. Per questo si sono impegnati nel cercare un sostituto di derivazione biologica. Come quello che può trovarsi negli agrumi.


 

La trovata in questione è stato il ricorso al limonene, una sostanza, appartenente alla classe dei terpeni, ricavabile da scarti dell'industria alimentare prodotti a milioni di tonnellate ogni anno, spiegano i ricercatori. Quali? Quelli dei succhi di arancia: il limonene è contenuto nelle bucce degli agrumi.

Gli scienziati hanno quindi messo a punto un metodo per produrre monomeri di acrilato di limonene attraverso un approccio di sintesi green, assicurano. Ed è in questo modo che sono riusciti a produrre un polimero interamente di derivazione biologica con cui impregnare diversi tipi di legno delignificato (come quello di balsa o di betulla), per realizzare un prodotto trasparente e resistente.

Nel dettaglio, scrivono, si può raggiungere la trasmittanza ottica del 90% per fettine di legno spesse 1,2 mm e a ridotta opacità (haze), del 30%, il tutto con eccellenti proprietà meccaniche. Per capire come evolverà ancora il futuro del legno trasparente, che promette di rivoluzionare l'edilizia e il design, dobbiamo solo aspettare. Gli stessi ricercatori concludono immaginando che si possano includere nel loro prodotto anche nanoparticelle o coloranti. Appuntamento dunque al prossimo upgrade.