IL FISCO VERDE

Metti una serra solare in balcone risparmiando. E diventa un orto

Oltre al risparmio energetico derivato dalla climatizzazione, la serra solare può essere anche un modo per portare la natura in città per chi non ha un giardino da coltivare
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La serra solare? Da idea all’avanguardia a soluzione di routine. Grazie agli incentivi fiscali e ai nuovi materiali sempre più performanti,  la realizzazione di una struttura vetrata in grado di consentire fino al 20% di risparmio energetico dell'appartamento sta diventando una soluzione sempre più conveniente e alla portata di tutti. La serra solare può essere sia un modo per rendere vivibile in tutte le stagioni il balcone, realizzare in terrazzo un vero e proprio prolungamento della casa da sfruttare anche in inverno, oppure per far crescere un orto sfruttando il balcone di servizio. In tutti i casi il Fisco rimborsa il 50% in 10 anni, dato che si tratta di un intervento che rientra nell’ambito della detrazione per ristrutturazione. Oppure, se il fornitore accetta, è possibile avere direttamente lo sconto in fattura e pagare la struttura la metà.
 

La serra in città. La serra solare per godere degli incentivi fiscali deve essere realizzata seguendo le regole della normativa in materia di risparmio energetico. Tecnicamente si tratta di un manufatto in grado di migliorare la climatizzazione dell'appartamento raccogliendo in inverno il calore derivante dell'irraggiamento solare per trasmetterlo all’interno dell’abitazione, e in estate, se dotata di schermature solari, migliorare la ventilazione e quindi ridurre l’uso dei condizionatori. Sotto il profilo urbanistico, la realizzazione di una serra, diversamente da quanto accade con le verande, non comporta un aumento di cubatura in quanto costituisce un volume tecnico, come previsto dai regolamenti edilizi comunali. I volumi tecnici non rientrano nel conteggio in quanto la loro realizzazione è finalizzata a migliorare la funzionalità e la salubrità delle costruzioni, oppure, come in questo caso, al risparmio energetico.
 

Progetto e costi. Il fatto che sia possibile realizzare la copertura del balcone senza aumentare la cubatura dell’appartamento, però, non comporta che si possa procedere con la costruzione dai da te. Se si intende realizzare una struttura che consenta un vero risparmio energetico, il progetto deve essere realizzato da un tecnico e il risparmio di energia certificato. Anche se non si tratta di una struttura per la quale è previsto l’ecobonus, e quindi non occorre nessuna comunicazione all’Enea, per la detrazione del 50% occorre la relazione tecnica da allegare alla Cila, la comunicazione che va comunque presentata in Comune, e da esibire in caso di controlli delle Entrate. Perché la serra possa usufruire delle agevolazioni, infatti, deve garantire un risparmio energetico almeno del 10%.


Grazie all’evoluzione dei materiali, comunque, il costo della struttura varia dai 100 a 400 euro al metro quadro, cifra alla quale eventualmente si dovrà aggiungere il costo delle schermature solari, che possono comunque rientrare a loro volta nell’agevolazione, se il progetto del tecnico prevede queste strutture come integrate nella copertura vetrata del balcone o della costruzione sul terrazzo. In questo caso il risparmio certificato complessivo sulla climatizzazione estiva e invernale può arrivare al 20%, un vantaggio sicuramente non trascurabile. L’importante è rivolgersi a fornitori che conoscono la normativa e sono in grado di fornire tutta la documentazione necessaria.


L’orto sul balcone. Ma la serra solare può essere anche un modo per portare la natura in città quando non si ha a disposizione un giardino, e non solo per godere dello spazio verde, ma con il duplice obiettivo di coltivare qualcosa di sano da mangiare e risparmiare energia. La serra, infatti in questo caso si trasforma in orto cittadino, ad esempio come quello progettato dall’Enea che a dimostrazione dei vantaggi delle serre solari ha realizzato una serra bioclimatica dotata, in questo caso, di un orto idroponico, ossia di un sistema di coltivazione senza suolo nel quale le piante vengono fatte crescere su una struttura multipiano dotata di ricircolo della soluzione nutritiva.

A prescindere dalle modalità di crescita, comunque l’orto in quanto tale è capace di ridurre le emissioni di CO2  e favorire il raffrescamento dello spazio abitato nei periodi estivi. E proprio per questo i ricercatori Enea hanno avviato una ricerca per individuare le piante con la maggiore traspirazione per favorire la riduzione della spesa energetica per la climatizzazione estiva.