Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione

I laghi italiani stanno soffocando

Il Lago di Bracciano in secca, vicino Roma 
I livelli di ossigeno calano nell'80% degli specchi d'acqua del mondo. Lo rivela uno studio su Nature che spiega il fenomeno in atto dal Nord America fino al nostro Paese, con conseguenze drammatiche per le riserve potabili e la biodiversità
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I livelli di ossigeno stanno calando drasticamente nei laghi di tutto il mondo, soffocando la fauna selvatica e minacciando le forniture di acqua potabile. Un fenomeno estremamente grave, che interessa tanti specchi d’acqua dal Nord America all’Italia. A riverlarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Nature, che punta il dito, ancora una volta, sul cambiamento climatico di origine antropica e la cattiva tutela della biodiversità nei corpi d’acqua.

Il dato più significativo che emerge è che il declino negli ultimi 40 anni è stato da tre a nove volte più veloce rispetto ai mari, già gravemente interessati da questi fenomeni di “soffocamento”. Se in superficie la variazione è del 5% in profondità si raggiunge quasi il 20%, con impatti gravi su pesca e ambiente.

"I dati dimostrano che il problema è più grave nelle acque dolci che negli oceani, minacciando le nostre riserve di acqua potabile e il delicato equilibrio che consente ai complessi ecosistemi di acqua dolce di prosperare", ha affermato in un comunicato Curt Breneman, del Rensselaer Polytechnic Institute autore principale dello studio.

Lo studio ha analizzato 45.000 profili di ossigeno disciolto e temperatura raccolti da quasi 400 laghi in tutto il mondo. La maggior parte dei dischi è iniziata intorno al 1980, anche se uno risale al 1941.

Cos'è l'anossia e quali sono le conseguenze

Il fenomeno di anossia, ovvero di riduzione dell’ossigeno è dovuto all’azione congiunta di riduzione dei livelli idrici, dovuti ai prelievi, concentrazione di fertilizzanti come azoto e potassio e aumento delle temperature delle acque dovute al cambiamento climatico. Con queste condizioni infatti esplodono le fioriture delle alghe, che assorbono rapidamente ossigeno e rilasciano in alcuni casi tossine pericolose.

Non solo: nei laghi in cui i livelli di ossigeno scende quasi a zero, il fosforo si può sedimentare, fornendo un nutriente abbonante per batteri che possono proliferare e produrre metano, un potente gas ad effetto serra, che contribuisce ulteriormente, al riscaldamento globale.

Gli impatti in Italia

Anche nel nostro Paese il fenomeno è in aumento, soprattutto nei grandi laghi, da quello di Como al Garda. Le cause sono le stesse, temperature medie sempre più roventi in estate, riduzione della miscelazione tra acque di superficie e sottostanti (che riducono l’apporto di ossigeno in profondità), scoli di fertilizzanti nelle acque lacustri e cattiva gestione.

"L'80 % dei laghi italiani non ha raggiunto il buono stato ecologico", spiega a Green&Blue Andrea Agapito Ludovici, responsabile acque del Wwf Italia. "la mancata attuazione della Direttiva Quadro acque è alla base di questa situazione causata da una cattiva gestione dei corpi lacustri, da un inquinamento diffuso, dagli eccessivi prelievi e dall'aumento delle temperature che incidono negativamente sulla stratificazione termica dei laghi".


In Italia è fondamentale garantire l’uso plurimo delle acque dei laghi, dal prelievo per l’irrigazione fino all’uso ricreativo, tutelando la biodiversità degli ambienti lacustri. Un peggioramento dello stato di salute delle acque potrebbe avere impatti su turismo, pesca d’acqua dolce, servizi ecosistemici necessari per 'pulire' le acque da inquinanti e tossine.


Il buono stato ecologico dei laghi non è una misura solo ambientale ma può avere un impatto economico importante. Infatti in Italia il tasso di estinzione delle specie animali nei corsi d’acqua dolce e laghi molto più alto che addirittura nei mari (4% ogni 10 anni, contro 1% di ambienti terrestri e marini). Specie endemiche come carpione del lago Garda rischiano di estinguersi. Ma si riducono anche tante specie oggi servite nei ristoranti di lago, dal coregone ad alcune specie di trote. Quindi aiutare l’ambiente in questo caso significa tutelare lavoratori di tanti settori, dal turismo alla pesca.

Anche il Pnrr, il piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non fa abbastanza per tutelare i laghi. "Ad eccezione del maxi progetto di rinaturalizzazione e adattamento al cambiamento climatico del Delta fluviale del Po, non ci sono grandi progetti per tutela degli ecosistemi lacustri", conclude Agapito.