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Ecologia

Contro natura: ecco l'ecocidio, il nuovo possibile reato globale

La sede del Tribunale penale internazionale all'Aia. Wikipedia
La sede del Tribunale penale internazionale all'Aia. Wikipedia 
La definizione è: “atti illeciti commessi con la consapevolezza che ci sia una sostanziale possibilità di gravi danni a lungo termine all’ambiente causati da simili azioni”. Pronta una bozza da sottoporre alla Corte Penale Internazionale dell’Aia
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LONDRA – Dopo il genocidio, il mondo si accinge a considerare un nuovo reato globale: l’ecocidio, ovvero l’assassinio dell’ecologia, i danni all’ambiente che minacciano il futuro del nostro pianeta. Esperti legali di numerosi paesi hanno preparato una definizione del fenomeno, da sottoporre alla Corte Penale Internazionale dell’Aia affinché la adotti e le dia valore legale, nel cui ambito istituzioni, società e persone potrebbe essere processate per questo genere di colpa.

La bozza di legge, di cui fornisce oggi un’anticipazione il Guardian di Londra, definisce l’ecocidio come “atti illeciti commessi con la consapevolezza che ci sia una sostanziale possibilità di gravi danni a lungo termine all’ambiente causati da simili azioni”. L’iniziativa è stata portata avanti dalla fondazione Stop Ecocide fra timori che non venga fatto abbastanza per combattere il cambiamento climatico. Se sarà accolto come valida alla Corte Penale Internazionale, diventerà il quinto crimine processabile dal tribunale dell’Aia, dopo crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e crimini di aggressione: sarebbe il primo reato internazionale da quando i leader nazisti vennero giudicati a Norimberga dopo la Seconda guerra mondiale.

 

“Gli altri quattro si concentrano esclusivamente sulle condizioni degli esseri umani”, dice al quotidiano britannico il professor Philippe Sands, docente di diritto dell’University College London e uno dei più autorevoli avvocati britannici. “Anche questo naturalmente si occupa delle conseguenze sull’umanità, ma pone la difesa dell’ambiente al cuore della legge internazionale e in tal senso rappresenta una grande innovazione giuridica. Può contribuire a cambiare la coscienza dell’opinione pubblica, riconoscendo che dipendiamo dalla natura per la nostra sopravvivenza e che per proteggerla dobbiamo usare anche metodi legali oltre a quelli politici e diplomatici”.

Sono decenni che si parla di una legge sull’ecocidio: tra i primi a sostenerla ci fu lo scomparso premier svedese Olof Palme già nel 1972, più recentemente si sono espressi a favore anche il presidente francese Emmanuel Macron e papa Francesco. La Corte Penale dell’Aia è stata criticata negli anni passati per non avere inquisito crimini ambientali di grandi proporzioni. Come potenziali esempi di ecocidio, il professor Sands cita incidenti nucleari, disastri petroliferi e la deforestazione dell’Amazzonia, ma pure, su scala minore, l’uccisione illegale di specie protette come i rinoceronti bianchi.