Il sondaggio

Un anno di tweet sulla crisi climatica. Quei cinguettii italiani che aiutano l'ambiente

Indagine in esclusiva sulle discussioni a tema ambientale sul social network. I messaggi sui pericoli per il pianeta poco meno di quelli sui migranti, ma con meno bufale e meno haters. Politici, aziende, istituzioni e cittadini, ecco chi ne ha parlato
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Quanto è avvertita la crisi climatica in Italia rispetto a quella legata all’immigrazione o alla campagna vaccinale? In altre parole, il numero di persone preoccupate per quel che sta accadendo al nostro Pianeta è maggiore o minore rispetto a coloro che ogni giorno intervengono sui social sul tema di vaccini e flussi migratori? Considerando che l’Europa stanzierà 356mila miliardi di euro per l’ambiente fra il 2021 e il 2017 e che in Italia il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) alla voce “Rivoluzione verde e la transizione ecologica” ha assegnato 59,4 miliardi, il 40% del totale, la domanda ci è sembrata legittima.

Abbiamo così chiesto alla società Iconsulting, specializzata nell'analisi dei dati, di sondare quel che è successo su Twitter nell’ultimo anno, da maggio 2020 a maggio 2021, e il risultato è a suo modo sorprendente. Non solo circolano molte meno fake news sul tema rispetto agli altri due ambiti, stando ai fact checker accreditati presso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), ma anche numericamente i messaggi sono di più rispetto a quelli sulla digitalizzazione e poco meno dei tweet sull’immigrazione. Parliamo nel complesso di 21mila tweet contro i 26mila sui flussi di immigrati, i 67mila dei vaccini e i 6mila sulla trasformazione digitale del Paese.

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“Mi aspettavo più tweet sull’immigrazione in effetti” commenta Giorgio Gabbani di Iconsulting. “Cambia però sia l’attendibilità, che sul tema clima è più alta, sia la viralità che è invece minore. Chi nega il cambiamento climatico non ne fa una bandiera e l’algoritmo che abbiamo usato valuta soprattutto la diffusione delle fake news, non tanto la semplice pubblicazione. Nel caso della crisi ambientale abbiamo visto diverse personalità della politica o della stampa negarla, magari in concomitanza di alcune giornate di freddo insolito, ma sono posizioni che hanno avuto scarsa eco”.

Dei 21mila tweet legati all’ambiente, 11mila sono riconducibili a categorie specifiche di persone o compagnie private ed enti pubblici. Come era forse facile prevedere, considerando l’attenzione mostrata nei fatti o sul piano del marketing, le più attente sono state le aziende: con 2.199 tweet si collocano al secondo posto dopo i media (3.283). Politici e organismi governativi sono più in basso, rispettivamente a quota 320 e 415, mentre in ultima posizione troviamo la satira che ne ha prodotti appena 18. Nel mezzo tutto il resto, dalle associazioni di categoria agli imprenditori, dagli attivisti al mondo di sanità e istruzione. Il fatto che la satira abbia mostrato poco interesse si deve principalmente all’assenza di polarizzazione sulla questione ambientale. Ci si divide meno rispetto ad immigrazione e vaccini. Su queste ultime i retweet non a caso sono molti di più: 218mila e 400mila, contro i 70mila del cambiamento climatico.

Ad Iconsulting abbiamo anche chiesto di separare la questione dell’ecobonus, pensando che da solo avrebbe catalizzato la maggior parte dell’attenzione rischiando di falsare il risultato. A sorpresa i tweet sulle regole per accedere alle facilitazioni e finanziamenti dell’efficientamento energetico, dei quali nell’ultimo anno si è parlato a più riprese, sono pochi: appena 4mila.

“L'approccio della ricerca è basato sul fenomeno delle cosiddette 'stanze di eco' e sull’analisi delle correlazioni fra gli utenti che condividono contenuti inaffidabili”, prosegue Gabbani. “A partire da alcuni studi in materia, abbiamo sviluppato un algoritmo di analisi su Twitter. L’idea alla base è che sia possibile identificare notizie false con buona precisione partendo dagli utenti che vi interagiscono”. Il metodo è stato già impiegato nel campo dei vaccini poche settimane fa, tema sul quale la politica ha mostrato un’inaffidabilità preoccupante.

Insomma, l'ambiente è una questione sentita trasversalmente a quanto pare e il negazionismo ha sempre meno spazio. Ma attenzione: quel che accade su Twitter non necessariamente rappresenta un Paese, in questo caso dell’Italia. Secondo AudiWeb gli utenti che frequentano la piattaforma, i dati riguardano di marzo 2021, sono circa 11,2 milioni contro i 36,4 di Facebook, i 28,7 di Instagram, i 20,6 di Linkedin. Si tratta quindi di una parte di chi da noi frequenta i social network. Di conseguenza l’analisi sopra riportata, condotta su 22 diversi hashtag, non è una fotografia in alta risoluzione, anche se fornisce comunque un'indicazione di massima.