Il fisco verde
Palazzi d'epoca nel centro di Milano. Marco Di Lauro/Getty Images 

Se il palazzo è d'epoca il Superbonus è anche fai-da-te

La legge riconosce ai singoli proprietari la possibilità di ottenere le agevolazioni senza la necessità che sia l'intero condominio a effettuare interventi trainanti

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Condominio del centro storico? Palazzo costruito prima del 1945?

È possibile coniugare l’esigenza di mantenere inalterato l’aspetto del palazzo con quella del risparmio energetico ed usufruire quindi del Superbonus? Sì, è possibile: quando le caldaie sono autonome, infatti, la legge consente il “fai da te” e riconosce ai singoli proprietari la possibilità di ottenere le agevolazioni senza la necessità che sia il condominio ad effettuare interventi trainanti, a patto che il salto di due classi energetiche sia assicurato all’interno del proprio appartamento. E questo risultato è praticamente certo se si devono cambiare anche gli infissi, oppure se si vogliono aggiungere delle tende oscuranti. Si tratta di una questione che sta tornando d’attualità perché non sempre gli amministratori sono a conoscenza delle possibilità previste per i singoli proprietari in queste situazioni, e quindi o propongono interventi irrealizzabili, o non chiariscono che quando non si può intervenire a livello condominiale, resta il diritto, riconosciuto dalle norme, di ottenere comunque l’agevolazione.

I palazzi d’epoca e i vincoli delle Belle Arti

I palazzi prima del 1945, e quindi tecnicamente i palazzi d’epoca, rappresentano circa il 18% del patrimonio immobiliare. In questi casi per gli interventi che incidono sull’aspetto esterno c’è sempre l’obbligo di chiedere l’autorizzazione alla Sopraintendenza per i Beni culturali. Per i palazzi che sono stati costruiti da oltre 70 anni, infatti, non sono ammessi interventi di ristrutturazione importanti che possano modificare l’aspetto del palazzo. La coibentazione, quindi, di fatto è sempre esclusa perché si tratta di aggiungere materiali edilizi su pareti già spesse e di ampliare la sagoma dell’edificio, il che in un centro storico chiaramente non è assolutamente ipotizzabile. A confermare il divieto di effettuare il “cappotto” senza autorizzazione della Sopraintendenza è stato di recente anche il Ministero delle belle arti che con la circolare 4/2021 ha ribadito che gli interventi di questo tipo non sono stati liberalizzati in alcun modo.

Peraltro ci sono anche divieti a livello comunale per gli edifici nei centri storici. Ma questo non vuol dire che ci abita in un palazzo d’epoca non possa migliorare l’efficienza del suo appartamento. Basta rivolgersi a ditte competenti. Quando l’amministratore di un condomino d’epoca propone alla leggera ditte che assicurano di poter fare interventi sull’intero palazzo, invece, c’è sempre da dubitare.

Sì ai lavori interni senza coinvolgere il condominio

Quando si intende effettuare interventi di risparmio energetico per accedere al Superbonus, dunque, si può tranquillamente procedere in piena autonomia. Non occorre, infatti, chiedere nessuna autorizzazione a patto che, ovviamente, non venga alterato il decoro architettonico dell’edificio. Un principio che vale sempre, ma va rispettato a maggior ragione nei palazzi storici.

Occhio ai climatizzatori

Quanto agli interventi interni che si possono realizzare sono tutti quelli che consentono di arrivare alla riduzione di due classi energetiche per il proprio appartamento. Tra i lavori ammessi ci sono, oltre alla sostituzione della caldaia, la sostituzione degli infissi e l’installazione delle chiusure oscurati, fino all’installazione di sistemi di domotica in grado di gestire i maniera intelligente i consumi energetici. Non rientra invece nel Superbonus l’installazione di nuovi climatizzatori ma solo la sostituzione di quelli vecchi. In questo caso la detrazione del 110% è ammessa anche se se ne deve sostituire uno solo. Se invece si tratta di nuova installazione la detrazione è quella del 50%.  Ovviamente in tutti questi casi è possibile optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura.