Inquinamento

Vietati i fuochi d'artificio: con temperature così alte aumenta il rischio di incendi

I giochi pirotecnici proibiti negli Usa per la tradizionale festa dell'Indipendenza. Climatologi ed esperti concordano sulla pericolosità. E anche in Italia le regioni del Sud li vietano per evitare incendi boschivi
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Belli i fuochi d’artificio, soprattutto nelle spensierate notti estive. Non mancano mai nelle feste tradizionali o nelle località di villeggiatura. Il pericolo incendi, però, incombe soprattutto nelle stagioni più calde e secche: lo evidenziano i vigili del fuoco, sempre in prima linea quando si tratta di salvaguardare il territorio, ma anche numerose Amministrazioni locali che impongono provvedimenti per limitarne l’uso.

Quest’anno, in molte contee degli Stati Uniti, in occasione della tradizionale festa dell’Indipendenza del 4 luglio li hanno cancellati. Oltre cento esperti nel campo della prevenzione ambientale, insieme a climatologi e vigili del fuoco, hanno esortato gli abitanti a evitare i fuochi pirotecnici e ogni altra attività che possa innescare un incendio.

Anche in Italia le ordinanze sono numerosissime: in Puglia sono vietati dal 15 giugno al 15 settembre, nel Comune di Napoli fino al 30 settembre. E poi a Sabaudia, Fondi, Sulmona, nel Comune di Pimonte, sotto il Vesuvio. La Regione Molise ha dichiarato “lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale”, vietando qualsiasi tipo di fuoco, compresi quelli pirotecnici, dal 16 luglio al 30 settembre. I divieti sono dettati dalle particolari condizioni climatiche estive, che determinano lo stato di grave pericolo per le zone boschive un po’ in tutti i territori del Paese, in particolare nelle regioni del Centro-Sud.

“Le ordinanze dei sindaci vanno rispettate”, commenta l’ingegner Michele Marzano, dirigente dell’ufficio Prevenzione incendi del corpo nazionale dei vigili del fuoco, “ma se le aree di sparo rispondono a certe caratteristiche e se gli spettacoli sono organizzati con criterio da professionisti del settore con fuochi certificati, in genere non ci sono grandi problemi. È fondamentale, però, un’accurata bonifica dell’area dopo ogni spettacolo, per eliminare dall’ambiente i prodotti chimici inquinanti che si depositano sul terreno”.

Le condizioni meteo attuali, soprattutto al Sud, non favoriscono tuttavia le attività pirotecniche. “La situazione è ad altissimo rischio, sparare fuochi d'artificio con temperature che sfiorano i 40 gradi, vento di scirocco e umidità bassissima è una roulette russa, soprattutto se vicino ci sono materiali infiammabili", denuncia il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo Sergio Inzerillo. Il comandante lancia un appello alla responsabilità, che può essere esteso anche a molte altre province, e non solo quelle del Mezzogiorno: “I fuochi d'artificio in questo periodo sono ancora più pericolosi. Immondizia, sterpaglie, arbusti e boschi possono prendere fuoco anche con una sola scintilla, per questo è fondamentale festeggiare senza i tradizionali botti, almeno fino a quando non si placheranno le ondate di calore”.

I fuochi pirotecnici, se utilizzati male, oltre a provocare danni alle persone possono creare numerosi principi d'incendio che spesso diventano pericolosi e distruttivi. A capodanno e in estate il centralino del 115 dei vigili del fuoco viene intasato da centinaia di telefonate con richieste di soccorso. In ogni grande città – Torino, Milano, Roma, Napoli, Palermo – si richiedono più di 40 interventi nella prima mezz'ora dell'anno nuovo e i pompieri effettuano un intervento al minuto per domare il fuoco dei festeggiamenti. In tutto il territorio nazionale, solo nella prima ora dell'anno, si eseguono più di 1.200 interventi.

Per limitare gli incendi negli ambienti naturali, rurali e urbani i vigili del fuoco hanno redatto un decalogo con alcuni consigli. Qui sotto riportiamo quelli che tutelano boschi, altri habitat naturali e rurali e le persone che assistono agli spettacoli.

  • Non collocare mai i fuochi d'artificio nelle vicinanze di luoghi abitati, boschi, depositi di paglia, grano e fienili.
  • In caso di vento evitare di sparare fuochi d’artificio a razzo e comunque non lanciarli mai controvento.
  • I fuochi d'artificio devono essere collocati a una certa distanza dagli spettatori: se posizionati a terra a non meno di 15 metri, se con sistema a razzo a non meno di 30 metri, per evitare possibili incidenti.

Gli artifici pirotecnici sono costituiti da tre componenti: combustibile (zolfo, alluminio, magnesio, antimonio, manganese, titanio), comburente (costituito dai materiali che contengono ossigeno: nitrati, clorati e perclorati) e additivi per gli effetti pirotecnici (come carbonato e solfato di rame, gesso, carbonato di soda, carbonato di stronzio). Tutti gli elementi, una volta innescati, reagiscono tra di loro e con l'ossigeno dell'aria, generando una combustione più o meno veloce, i cui effetti, oltre al calore della fiamma luminosa e del fumo, possono generare un’onda d’urto – il cosiddetto botto –, la colorazione della fiamma e dei fumi. Tra un fuoco e un’esplosione non c'è molta differenza se non nella velocità con cui avviene il fenomeno. Il forte inquinamento acustico, dunque, è un’altro effetto collaterale che incide sulla tranquillità della fauna selvatica e domestica.

In anni di vere e proprie emergenze climatiche, allora, non è proprio il caso di sovraccaricare ulteriormente l’ambiente, con rischi evitabili. Forse il gioco dei fuochi d’artificio non vale la candela. L’integrità delle foreste e delle aree naturali, ecosistemi preziosissimi anche per contrastare il surriscaldamento del nostro pianeta, è sicuramente prioritaria.