L'emergenza clima
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L'incendio più grande degli Usa divora l'Oregon

Oltre 12 mila ettari bruciati e 2 mila persone evacuate. Il più vasto rogo in atto negli States, battezzato "Bootleg Fire", è alimentato dalle alte temperature e da fenomeni atmosferici innescati dal riscaldamento globale

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L’hanno chiamato "Bootleg Fire", dal nome della vicina località di Bootleg Spring, ed è il più grande incendio tra gli oltre 80 che stanno infuriando negli Usa. Ma è anche il più grande nella storia dell’Oregon, lo Stato che devasta da ormai due settimane. Ha già bruciato più di 300 mila acri (oltre 12 mila ettari), un’area più estesa della città di Los Angeles, costringendo duemila persone ad abbandonare le proprie case e altrettanti vigili del fuoco a lavorare incessantemente. Ha distrutto almeno 160 edifici, interi boschi e ampie praterie. Ma, soprattutto, non si sa quanto durerà e che piega prenderà.


Come spiega al New York Times il portavoce del dipartimento forestale, Marcus Kauffman, l’incendio è così grande e sprigiona così tanta energia, così tanto calore, da influire sulle condizioni meteorologiche. Il Bootleg Fire provoca rapidi mutamenti nei venti, favorendo ulteriormente la diffusione delle fiamme e delle braci anche a distanza. In pratica, il cambiamento climatico ne è causa e conseguenza. Il disastro è alimentato dalle temperature roventi che si registrano da giorni nella fascia occidentale degli Usa, dalla siccità, dalla presenza di vegetazione secca. Al tempo stesso, è fonte di eventi estremi e imprevedibili.
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Perciò la situazione è ancora più pericolosa e difficile da controllare. Anche se le autorità locali sostengono che un quarto del suo perimetro sia stato contenuto, il Bootleg Fire minaccia di proseguire la corsa. Mentre la pioggia, quella consistente che potrebbe aiutare a spegnerlo, sembra non arrivare mai.

Intanto, quasi quotidianamente il fuoco crea correnti ascensionali di aria calda, fumo e umidità (pirocumuli), alcune delle quali raggiungono le altitudini a cui viaggiano gli aerei di linea. Tali nuvole tendono a precipitare verso terra, specialmente di sera, e spingono l’aria in superficie verso l’esterno, con forti raffiche di vento in tutte le direzioni. Si è generata anche una formazione di dimensioni maggiori e più alta, detta pirocumulonembo: simile a un temporale, ha scatenato numerosi fulmini.
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Si sono verificati, poi, piccoli vortici rotanti di aria e fiamme. Un fenomeno comune, che di solito si esaurisce nell’arco di pochi minuti. Tuttavia, è probabile che l’incendio dell’Oregon abbia dato vita a un vero e proprio tornado di fuoco.
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Gli esperti intervistati dalla Bbc non hanno dubbi: "Il potenziale perché si sviluppi una storica stagione degli incendi in Nord America è elevatissimo". E il National Interagency Fire Center ha contato oltre 4.000 incendi nel 2021, il doppio del totale dello scorso anno. Nella sola California sono bruciati cinque volte più acri rispetto al medesimo periodo del 2020. Non va meglio nemmeno in Canada. Secondo il Canadian Interagency Forest Fire Centre, più di 150 nuovi incendi hanno iniziato a divampare soltanto nel fine settimana appena trascorso.