Grecia
Kostis, il cucciolo di foca monaca ucciso ad Alonissos. Facebook 

Uccisa con un arpione la foca Kostis, simbolo di Alonissos, "A chi denuncia i colpevoli 18mila euro"

La foca monaca era stata salvata dopo il ciclone Zorbas e "adottata" dagli abitanti dell'isola. La rabbia dell'associazione MOm: "Il crimine non resterà impunito"

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A volte la stupidità e la crudeltà umana superano confini inimmaginabili. Anche quelli di una straordinario sforzo, una incredibile solidarietà segno che gli uomini hanno pur sempre un cuore. Nei giorni scorsi il cucciolo di foca monaca "Kostis", che era diventato nei mesi la mascotte dell'isola greca di Alonissos, è stato trovato morto infilzato da un arpione. Ucciso senza pietà. Le foto dell'animale senza vita, trafitto dall'arpione, sono davvero impietose.

Il corpo senza vita di Kostis. Facebook 

 "Kostis" portava il nome di un pescatore che nel 2018 lo trovò e lo salvò dopo averlo recuperato spiaggiato alle Cicladi quando il ciclone Zorbas devastò le coste del mar Egeo e della Grecia. La foca monaca divenne così una sorta di mascotte dell'isola di Alonissos, dove viveva nell'area marina protetta ed era amato da tutti: giocherellone e dagli occhi dolcissimi, l'animale era diventato simbolo dell'area e residenti e turisti facevano a gara ad avvistarlo.

 
Aveva poco più di tre anni ed era stato "adottato" da tutte le persone dell'isola che lo amavano per il suo atteggiamento amichevole: tante le foto sui social di Kostis salito a bordo di barche, oppure che si avvicina per farsi abbracciare da nuotatori e amanti dello snorkeling.

Pochi giorni fa però l'associazione MOm Monachus Monachus, che si impegna a proteggere le foche monache in Grecia e nel Mediterraneo, ha annunciato sui social la sua tragica morte. Gli ambientalisti hanno subito parlato del fatto che la giovane foca maschio sia stata "deliberatamente uccisa" e poi, dopo alcuni giorni di raccolta fondi, hanno promesso 18mila euro a chiunque fornisca informazioni utili su chi abbia ucciso l'animale.
 
Una sorta di taglia affinché il crimine non resti impunito. Le autorità greche hanno già aperto una indagine sull'accaduto e tutte le piste sono battute: dal gesto folle e criminale di qualche pescatore subacqueo sino a possibili collegamenti con i pescatori a cui spesso da fastidio che i mammiferi marini distruggano le loro reti per banchettare con il pescato del giorno.

"Un atto immorale e un reato" tuona l'associazione ambientalista "ci impegneremo per trovare e assicurare il colpevole alla giustizia", scrive MOm sui social chiedendo a chiunque sia impossesso di informazioni utili e concrete di contattarli. La ricompensa è stata messa a disposizione da diversi donatori, fra cui la Fondazione Thalassa e cittadini che hanno sostenuto la causa.
 
Il fondo è destinato a coloro che "porteranno all'arresto della persona o delle persone responsabili dell'uccisione di Kostis". "Speriamo che questo fornisca una spinta in più per scoprire chi è stato" ha detto il  coordinatore del gruppo, Dimitris Tsiakalos. "E perlomeno, se ciò non accade, aiuterà a garantire che non accada mai più".
 
Nel Mediterraneo oggi rimangono meno di 750 foche monache, sporadicamente avvistate anche in Italia. Sono una specie minacciata che necessita di protezione, per questo nell'area protetta delle Sporadi settentrionali vivono diverse foche che dovrebbero essere preservate proprio dall'ingerenza delle attività umane o dalla crudeltà di chi, armato di un fucile subacqueo, ha sparato a distanza ravvicinata uccidendo senza pietà il giovane animale con un arpione di almeno un metro.