Rinnovabili e archeologia

Puglia, sotto i pannelli solari una basilica di 1500 anni

(foto: European Energy) 
A Troia, in provincia di Foggia, scoperto e valorizzato un antico sito, grazie al supporto di un'azienda danese che ha installato un grande impianto fotovoltaico nelle immediate vicinanze
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Le energie rinnovabili sostengono gli scavi archeologici: in Puglia scoperto e valorizzato un antico sito, grazie al supporto della società che ha installato un grande impianto fotovoltaico nelle immediate vicinanze. Succede a Troia, in provincia di Foggia, dove i lavori di scavo per riportare alla luce i resti di una basilica di 1.500 anni fa e di una necropoli dell’antica Daunia sono stati finanziati da European Energy, un’azienda danese specializzata in energie rinnovabili. Il sito archeologico è stato scoperto durante i lavori di realizzazione del più grande impianto fotovoltaico italiano. La società nordeuropea ha sostenuto con un milione di euro gli scavi e gli oneri di sorveglianza, ma non si è fermata qui. In accordo con il Comune e la Soprintendenza, ha pensato anche a programmare la fruizione dei beni archeologici, attraverso la realizzazione di una serie di itinerari culturali e naturalistici, integrando la recente scoperta con gli altri luoghi significativi del territorio.

Basilica e necropoli

Gli scavi, eseguiti in alcune aree adiacenti all’impianto fotovoltaico, hanno riportato alla luce i resti di una basilica cristiana a tre navate che è stata datata tra il VI e l’VIII secolo. L’edificio è stato ampiamente compromesso dai continui interventi agricoli seguiti a una lunga fase di abbandono e le strutture murarie si conservano per un’altezza massima di 40 centimetri.

Nelle vicinanze sono state scoperte anche una vasta necropoli e un complesso di edifici molto più antichi, databili tra Neolitico antico e Neolitico medio (IV millennio a.C.), con una struttura ipogea tipica dei villaggi trincerati del Tavoliere. Nella necropoli sono state indagate 117 cavità funerarie e rinvenuti reperti di rilevante importanza: brocche in ceramica, monete, bracciali, orecchini, anelli, collane, croci latine, fibbie con estremità zoomorfe.

(foto: European Energy) 


Parco fotovoltaico per 200mila persone

Il grande parco fotovoltaico, che sorge proprio accanto agli scavi, è stato collegato alla rete a un anno dall’inizio dei lavori di costruzione. Si tratta di un impianto di potenza pari a 103 MW, la cui superficie si estende per 150 ettari e che produrrà 150 milioni di KWh di energia all’anno, pari al fabbisogno di una città di circa 200mila abitanti. European Energy ha già investito un importo considerevole in questo progetto, coinvolgendo imprese e maestranze locali e indotto italiano. Oltre 400 persone hanno collaborato nella fase di costruzione degli impianti e altre ancora vi lavoreranno nei prossimi 30 anni.


Knud Erik Andersen, ceo di European Energy, considera l’Italia “un mercato molto importante. Siamo pronti a investire altri 800 milioni di euro nei prossimi anni in progetti nel vostro paese dove, come noto, il numero elevato di giorni di sole aiuta il ritorno di questo tipo di investimenti. Questo campo fotovoltaico da record è un perfetto esempio di sinergia economica europea” ed è composto da 275mila moduli di ultima generazione, costruiti con le tecnologie più avanzate disponibili, che consentono di raggiungere un’efficienza del 50% maggiore rispetto a un parco equivalente realizzato con la tecnologia disponibile cinque anni fa.
(foto: European Energy) 

“L’impianto pugliese consente di risparmiare ogni anno 80mila tonnellate di emissioni di CO2”, ha aggiunto Alessandro Migliorini, amministratore delegato di European Energy Italia. E, a proposito del binomio archeologia-energia pulita, l’Ad auspica “che questo modello possa essere replicato anche in futuro. Oggi costituisce già un segnale positivo del percorso italiano verso il Green deal”.