La storia
Nicola Diomede 

Il Forrest Gump delle Murge, che non corre ma cammina. Nel nome di Sara

Nicola Diomede, ex artigliere, conosce a menadito i sentieri intorno a Cassano. Come tributo alla figlia scomparsa organizza trekking alla scoperta della zona. "Il beneficio immediato è legato alle passeggiate, quello a lungo termine è la crescita di un sentimento di appartenenza”

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Questa è una storia che si legge in filigrana e si scrive in punta di dita. E siccome le dita di un cronista sono sempre troppo grosse, specie se la materia della narrazione è fragile, meglio che il lettore inforchi lenti robuste. È la storia di un lui e una lei.

Lei, classe 1983, ricercatrice del Cnr di Bari, laureata a pienissimi voti in Chimica, muore a 26 anni in un incidente stradale. Lui, classe '55, artigliere dell'esercito con un talento spiccato per la topografia, le sopravvive. Da allora lui cammina assai più di quanto già non facesse. Cammina. Pestando a ogni passo il dolore e gli avanzi di una vita felice. Tipo un Forrest Gump presente a se stesso e volontariamente più lento. Come l'eroe inconsapevole della fortunata pellicola di Robert Zemeckis però, anche il nostro ha saputo guadagnarsi un seguito, che fideisticamente gli cammina dietro e si lascia guidare. Anche perché il senso del suo camminare è proprio quello di svelare la terra sotto i suoi piedi, e il paesaggio che gli si profila intorno, al resto del mondo. Lui è Nicola Diomede, porta il nome di un santo, caro ai baresi non meno che ai moscoviti, e di un eroe. Lei era Sara, la sua unica figlia.

Nicola Diomede 

Questa storia ha il suo epicentro a Cassano, l'orchidea delle Murge come Diomede ha ribattezzato la città fra le colline murgiane che è la sua. E non sono vezzeggiativi di campanile. L'epiteto calza nella misura in cui nell'areale di Cassano si concentra una sorprendente densità di orchidee selvatiche. A ben guardare. Perché con questa porzione di Puglia selvatica funziona come con il Test di Rorschach, puoi vederci solo pietre e un eccezionale nulla metafisico (ovvero le macchie d'inchiostro), oppure ferule, asfodeli, lino delle fate, spighe di Barlia robertiana che gemmano fra le rocce a mucchi in primavera, o Spiranthes spiralis, la sinuosa orchidea a spirale che si esercita nelle sue volute in autunno. Creature minime. Piccolezze al limite dell'invisibilità. Eppure con un apparato radicale tenacemente attaccato alla terra. Disponibili. Gratuite. Spontanee, appunto.

Si dà il caso che Nicola Diomede conosca le Murge filo d'erba per filo d'erba. E sentiero per sentiero. Sara se ne strabiliava. Buona camminatrice a sua volta, e curiosa per forza genetica, di fianco al padre che avanzava con andatura marziale nell'incolto un giorno disse: "Non dovresti tenerle per te queste cose. Dovresti farle conoscere alla gente, condividerle".

Ora. Niente di più errato che immaginarsi un personaggio melanconico, un tristano errabondo. Dopo due anni di blackout e di annichilimento, ai genitori, al padre rimasto orfano restava l'unica possibilità di prendere in consegna l'esortazione della figlia. È quel che ha fatto, mettendo insieme la conoscenza delle rotte murgiane e le carte topografiche, sovrapponendo queste a quelle, tracciando sentieri circolari che intersecano di volta in volta jazzi, masserie, grotte, puli, pulicchi. Uno per settimana. Per almeno 50 settimane all'anno. Camminamenti da tre ore l'uno percorribili dai bambini freschi di svezzamento fino agli ottantenni. E oltre, per chi se la sente.

Non si corre non perché Diomede non abbia gambe buone per correre, ma la regola è procedere al passo del più lento. Così nessuno resta indietro.

"Il beneficio immediato è quello legato alle passeggiate, quello a lungo termine è la crescita di un sentimento di appartenenza, di possesso del territorio. E della necessità che diventa urgenza di tutelarlo, difenderlo, presidiarlo", spiega l'ex artigliere in pensione che ha battezzato l'impresa della sua vita con un nome semplice, Trekking Cassano.

Ma è una missione d'amore in incognita, anche se non fino in fondo. Perché i sentieri segnati sulla carta, frutto di ricognizioni, esplorazioni, studi, attraversamenti tridimensionali, portano tutti lo stesso nome, quello di Sara, seguito da un numero che ne identifica e codifica il tracciato.

Ogni sabato o domenica, caschi il mondo, il pioniere delle Murge parte. Lancia l'avventura sui social con data, ora e luogo dell'appuntamento, e chi vuol esserci c'è. Non c'è quota di iscrizione. Non c'è tessera da sottoscrivere. Niente gruppi whatsapp. Niente gps: il cellulare di Diomede è di era analogica, dello smartphone non sente il bisogno. Il senso d'orientamento è quello del capitano che conosce i luoghi come le sue tasche e guida le traversate in notturna per tutta l'estate, quando in Puglia i giorni sono incendiati dal caldo, e di giorno durante l'inverno. L'iniziativa è gratuita e spontanea come le erbe selvatiche. E le fila dei camminatori al suo seguito sono arrivate a ingrossarsi fino a 50, 120 persone alla volta.

L'appuntamento è allo stesso posto di sempre, il liceo scientifico Leonardo Da Vinci a Cassano. Quello dove Sara aveva studiato.