L'analisi

Piove in Groenlandia: ecco perché non è un buon segno

A favorire l'evento sono stati l'aumento delle temperature e l'instabilità dell'atmosfera nell'Artico, che secondo molti è strettamente legata al riscaldamento globale

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Piove sul bagnato in Groenlandia, è proprio il caso di dirlo. A metà del mese passato, infatti, per la prima volta a memoria d'uomo è piovuto sul tetto dell'isola gelata favorendo la fusione del manto gelato che rimane di solito congelato anche d'estate. Piove sul bagnato perché questo fenomeno si va ad aggiungere ad altri eventi estremi che sono stati osservati e i record che sono stati stabiliti negli anni recenti.



La superficie della Groenlandia può - o perlomeno poteva - essere classificata in due zone: la zona "bagnata", dove la fusione avviene e la zona "secca", dove non avviene fusione. L'evento che è accaduto il 14 agosto ha riscritto il libro della Groenlandia, di fatto cancellando dalla mappa la zona "secca" e riscrivendo la geografia dell'isola. L'evento è senza precedenti nella storia delle misurazioni a terra, che ha inizio intorno alla metà del 1800.

La pioggia è stata trasportata dalle zone meridionali e dal Canada Occidentale dalla corrente polare che, durante quei giorni, era molto instabile e assumeva una forma sinuosa piuttosto che circolare. Questa sinuosità ha permesso di raggiungere latitudini più meridionali e catturare la pioggia che è stata poi rilasciata sull'altopiano groenlandese. Dunque non solo un aumento delle temperature ha sicuramente favorito l'evento, ma anche l'instabilità dell'atmosfera nell'Artico, che è, secondo molti, strettamente legata al riscaldamento globale.



A sostegno di questa teoria c'è la storia recente. L'ultima volta quando la fusione era avvenuta sulla vetta della Groenlandia, senza che però ci fosse la pioggia, era stato nel 2012 e, ancora prima, nel 1995, anche se non in maniera così intensa come quest'anno. Bisogna tener presente che durante questi eventi estremi di fusione la corrente polare era anche molto instabile e tale instabilità è andata aumentando con il riscaldamento globale.

No solo la cima della Groenlandia è stata investita dalla pioggia, ma lo è stata anche una gran parte della costa orientale, con le piogge che hanno causato una fusione più pronunciata del solito. Questo aspetto è importante per l'innalzamento del livello dei mari. La fusione sulla vetta è un campanello d'allarme sugli stravolgimenti che stanno avvenendo in Groenlandia, ma non genera innalzamento dei mari. tuttavia, l'aumento della fusione lungo le coste è responsabile per l'accelerazione del livello dei mari che viene osservata a livello globale.


In uno studio che, con alcuni colleghi in Belgio, avevamo condotto alcuni anni fa, avevamo dimostrato che i modelli climatici prevedevano un aumento delle piogge nei decenni futuri a causa dell'aumento delle precipitazioni e delle temperature legati al riscaldamento globale. Questo è anche in accordo con un altro studio che abbiamo pubblicato, che mostra l'aumento delle pioggie in inverno in Groenlandia, sempre a causa dell'aumento delle temperature. Nelle nostre previsioni, i modelli suggerivano che questo sarebbe accaduto non prima di venti o trent'anni perché non potevamo ancora tener conto dell'instabilità del vortice polare nel futuro - un tema caldo per la ricerca sul clima che è la chiave per capire molti processi. Gli eventi di questa estate e quelli degli ultimi anni ci dicono che tutto questo, purtroppo, sta accadendo molto prima.