Salute

Inquinamento e rumore aumentano il rischio di insufficienza cardiaca

È quanto emerge da uno studio che ha seguito per anni l'incidenza di insufficienza cardiaca in un campione di oltre 20 mila donne
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L'Organizzazione mondiale della sanità parla chiaro. Ogni anno l'inquinamento fa circa 7 milioni di morti, volendo contare gli effetti dannosi dell'ambiente dentro e fuori casa su sistema respiratorio e cardiovascolare in primis. Così, di per sé, almeno a una prima analisi, i risultati che arrivano dall'American Heart Association non rappresentano una doccia fredda. Semmai vanno a infoltire la letteratura sul tema, puntando il dito, ancora una volta, sugli effetti dannosi dell'inquinamento sulla salute. Uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association mostra infatti come l'esposizione a inquinamento e rumori del traffico si associ a un maggior rischio di insufficienza cardiaca (o scompenso cardiaco).

Il dato - parliamo di associazione - arriva da uno studio che ha seguito fino a circa vent'anni più di ventimila donne, inizialmente allestito per studiare gli effetti della terapia ormonale sostitutiva nella popolazione danese. Le partecipanti sono state arruolate in due momenti durante gli anni Novanta, e seguite fino al 2014, registrando una moltitudine di dati circa il loro stato di salute e il loro stile di vita. Tramite dei questionari i ricercatori hanno collezionato dati diversi, dalle abitudini alimentari, al fumo, al peso, all'attività fisica, alla presenza di eventuali malattie, e seguito poi negli anni l'insorgere o meno di problematiche di insufficienza cardiaca. Lo hanno fatto segnalando un caso di scompenso cardiaco ogni volta che questa veniva citato nelle dimissioni delle pazienti dopo eventuale ricovero o visita presso ospedali e ambulatori (grazie ai dati raccolti in un registro di pazienti danese).

Per ricostruire la storia di esposizione a inquinanti ambientali, come biossido di azoto e particolato PM2.5, e traffico, i ricercatori hanno fatto riferimento a dei modelli in grado di stimare i livelli di esposizione, basandosi sugli indirizzi (ed eventuali traslochi) delle partecipanti. Residenti ovunque: tanto in zone rurali che prettamente urbane. Incrociando i dati quello che è emerso è che inquinamento e rumore si associano - in maniera indipendente, precisano gli autori - a un maggior rischio di insufficienza cardiaca, con un'associazione più forte per il particolato. A essere più a rischio, sopratutto degli effetti legati all'inquinamento, sarebbero le ex fumatrici e chi soffre di ipertensione.

In generale, si legge nel paper, a soffrire di insufficienza cardiaca erano per lo più donne più grandi, con ipertensione o diabete, e che non avevano fatto uso si contraccettivi all'arruolamento nello studio. Nel dettaglio, riassumono dall'American Heart Association, quantificando il rischio quello che è emerso è che, relativamente agli inquinanti, per ogni aumento di circa 5 µg/m3 di particolato fine nel corso di tre anni il rischio di scompenso cardiaco aumenta del 17%, del 10% ogni aumento di circa 9 µg/m3 di biossido di azoto nel corso di tre anni. Per ogni 9 decibel in più nello stesso arco temporale dovuti al traffico invece il rischio aumentava del 12%.

Pur avendo osservato un'associazione sull'esposizione a lungo termine tra inquinanti e rumore e scompenso cardiaco, e pur inserendosi in un contesto con diversi studi sul tema (non tutti concordanti), i ricercatori concludono sottolineando che se tanti sono i dati raccolti, tanti sono anche quelli mancanti. A partire dallo stato socioeconomico delle partecipanti, ai livelli di inquinamento indoor, a casa e al lavoro, al tempo passato fuori.