Antartide
Il ghiacciaio Thwaites, in Antartide (foto: Stuart Ranking/Flickr

Il ghiacciaio Thwaites verso il collasso con effetti disastrosi per l'innalzamento dei mari

Un nuovo studio mostra lo stato della rapida fusione e le possibili conseguenze. Gli scienziati: di questo passo avverrà entro 5-10 anni, provocando un aumento del livello globale del mare di 65 centimetri

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Uno degli aspetti cruciali per capire quanto velocemente gli oceani si innalzeranno in un futuro non troppo remoto (10 - 20 anni) riguarda i ghiacciai in Antartide. Qui, vista la mole dell'estremo continente australe, anche una piccola parte può fare il brutto e il cattivo tempo. Il ghiacciaio Thwaites è uno dei tasselli di questo importantissimo puzzle. È, infatti, uno dei più grandi ghiacciai antartici, paragonabile alle dimensioni della Gran Bretagna o della Florida, ed è stato di recente battezzato il "ghiacciaio del giorno del giudizio" (doomsday glacier). Un nuovo studio, presentato alla più grande conferenza sulla Scienza della Terra e del Clima di New Orleans, mostra come il ghiacciaio collasserà nei prossimi 5-10 anni.


L'acqua della fusione da Thwaites da sola è oggi responsabile del 4% dell'innalzamento del livello del mare globale e studi recenti avvertono che il peggio deve ancora venire. La ricerca, guidata da Erin Pettit dell'Oregon State University, stima che la piattaforma di ghiaccio si spezzerà entro il prossimo decennio a causa dell'aumento sorprendente di fratture e spaccature superficiali dovute all'aumento di acqua liquida in superficie.


Il Thwaites deve il soprannome di "ghiacciaio del giorno del giudizio" al fatto che la disintegrazione della piattaforma favorirebbe il rilascio dell'enorme volume di ghiaccio a monte, finora bloccato dall'azione frenante della piattaforma stessa, come un tappo su una bottiglia di una bevanda frizzante. Gli scienziati avvertono che se l'intero ghiacciaio dovesse fondere, il livello globale del mare aumenterebbe di 65 centimetri. Questo valore potrebbe crescere fino a più di 3 metri, se si considerano anche i ghiacciai circostanti che potrebbero presto avere lo stesso destino, e si aggiungerebbe ai diversi metri in più già dovuti alla Groenlandia, ai ghiacciai minori e all'espansione termica dell'oceano.

La ricerca ha utilizzato una combinazione di dati satellitari, misurazioni radar che penetrano nel terreno e misurazioni gps. Le tecniche satellitari sono state in grado di rilevare l'accelerazione del ghiaccio nella regione lungo le zone di frattura e molte di queste osservazioni sono state incorporate in modelli che gli scienziati stanno utilizzando per comprendere e prevedere ulteriormente il comportamento attuale e futuro della piattaforma di ghiaccio.

Non sono solo le fratture e la rottura del ghiaccio a preoccupare gli scienziati, ma anche il riscaldamento delle temperature oceaniche, che sta fondendo la piattaforma di ghiaccio dal basso. Gran parte della calotta glaciale dell'Antartico occidentale è, infatti, al di sotto del livello del mare, il che significa che quando i ghiacciai si ritirano nell'entroterra, più ghiaccio sarà esposto alle calde acque oceaniche.

Ad accendere i riflettori sul ghiacciaio Thwaites è stato anche il lavoro coordinato dall'International Thwaites Glacier Collaboration (ITGC), un programma di studio quinquennale di ricercatori statunitensi e britannici, cofinanziato dalla National Science Foundation degli Stati Uniti e dal Natural Environment Research Council del Regno Unito. Ogni estate antartica, squadre di scienziati si dirigono a Sud per raccogliere dati dall'aria, dal mare e dalla terra al fine di mettere Thwaites sotto attento esame. Lavorare in maniera collaborativa, al di la dei confini geografici, è un aspetto fondamentale che ha da sempre caratterizzato la comunità scientifica e che aiuta il mondo intero a muoversi verso obiettivi comuni per affrontare i problemi del cambiamento climatico.

La perdita delle distese glaciali in Antartide, in concomitanza con l'accelerazione ormai decennale della fusione della Groenlandia, può trasformare il clima come lo conosciamo oggi, quello stesso clima sul quale la nostra società è fiorita.